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12.01.2018

È addio alle armi
Bonifica all’isola
delle bombe

Una piccola parte delle migliaia di bombe recuperate al Trimelone: ora scatta la bonifica definitivaL’isola Trimelone, in mezzo al lago: il fondale è ancora pieno di bombe
Una piccola parte delle migliaia di bombe recuperate al Trimelone: ora scatta la bonifica definitivaL’isola Trimelone, in mezzo al lago: il fondale è ancora pieno di bombe

Luciano Scarpetta L’isola delle bombe al centro del lago di Garda e i suoi fondali disseminati da centinaia, o migliaia di ordigni militari, sarà definitivamente bonificata per diventare un’oasi di turismo e natura. Il 25 gennaio sarà il giorno dell’apertura delle buste d’appalto per i lavori di bonifica definitiva dei residuati bellici sui fondali alto gardesani dell’isola di Trimelone, «zona rossa» dal 5 ottobre 1954, quando lo scoppio di una polveriera militare fece il grosso «patatrac».

FINALMENTE verrebbe da dire, dopo i recenti interventi di bonifica occasionale eseguiti dalle varie Forze Armate, terminati nel mese di settembre 2017, che hanno portato alla luce circa 24 mila ordigni e hanno comportato una spesa di circa 140 mila euro, di cui 100 mila a carico della Marina militare e 40 mila a carico dell’Esercito. I lavori dovrebbero terminare entro l’autunno di quest’anno riconsegnando il piccolo isolotto alla sua destinazione originale, quando negli anni ’60 del secolo scorso il Comune di Brenzone lo acquistò dallo Stato per 800 mila lire in cambio della sua riconversione in oasi naturale ad uso pubblico. Due le ditte specializzate in lizza per aggiudicarsi l’appalto di bonifica da 425mila euro, le uniche peraltro certificate in Italia a lavorare in acqua oltre i 40 metri di profondità e per le bonifiche di terra: sono la veneziana Sitmar sub e la romana Miar Sub. Nella prima fase dei lavori sarà creato un corridoio di accesso in sicurezza all’isola partendo da Assenza e la banchina sul lato est del Trimelone, «con la bonifica subacquea dei fondali fino a 50 metri per garantire l’ancoraggio di mezzi nautici». Il secondo step dei lavori consisterà nella «prosecuzione dell’attività di bonifica bellica sistematica subacquea nei settori di fondale adiacente al perimetro dell’isola anche oltre i 40 metri di profondità e fino ai 50». Quando tutti gli ordigni bellici saranno stati individuati e georeferenziati, spetterà poi ai palombari della Marina militare e all’Esercito portarli in superficie per stoccarli ed eliminarli tutti.

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