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15 novembre 2018

Spettacoli

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21.01.2014

Dj Lancinhouse l'ultimo
highlander dello stile hardcore

Claudio Lancini in arte Lancinhouse è stato lo storico dj del Number one
Claudio Lancini in arte Lancinhouse è stato lo storico dj del Number one

Pochi dj in Italia potrebbero raccontare così bene storie ambientate dalla mezzanotte in poi praticamente all'infinito. Senza annoiarsi, senza annoiare mai.
Storie mitiche, fluorescenti, uniche, ma con un denominatore comune: la discoteca. Che nella genetica musicale e biografica di Lancinhouse – al secolo Claudio Lancini, classe 1963 da Adro, professione disc-josckey – ha un solo nome e un solo cognome: Number One. Durante gli anni d'oro del «locale dell'impossibile» con base a Corte Franca Lancinhouse diventa una sorta di mito generazionale per tutti gli adepti della musica hardcore: fino a 180 battiti sintetici al minuto sparati dritti come un pugno nello stomaco, che il dj bresciano «importa» per primo direttamente dai party olandesi. Siamo nella seconda metà degli anni Novanta, quando puntualmente ogni fine settimana migliaia e migliaia di ravers si davano appuntamento in sala 2 al Number One come fosse una Mecca nottambula. Lancininhouse si trasformandosi nell'assoluto profeta italiano di un genere che tempo qualche stagione attecchisce anche nello Stivale, emergendo da subcultura giovanile ad autentico fenomeno di massa. L'epopea «gabber» detona come una bomba.
Claudio Lancinhouse surfa in grande stile la nuova onda e conquista l'Europa che balla a colpi di produzioni seminali, vinili a trecento all'ora e serate infuocate dietro la consolle. Poi, quando a cavallo del nuovo millennio le tendenze espresse dal mondo della notte cambiano e «hardcore» diventa quasi una parola tabù,
LANCINHOUSE invece di appendere le cuffie al chiodo si reinventa manipolatore di altri suoni: techno e trance, su tutti. «Mollare? Non ci ho mai pensato nemmeno per scherzo: i dischi non mi hanno mai tradito, io non potevo tradire loro…». Oggi, che quello stesso effetto ciclico delle mode ha stabilito la riabilitazione collettiva del movimento hardcore - almeno dal punto di vista iconografico ed estetico: i grossi raduni non si erano mai estinti del tutto, ma chi avrebbe detto che nel 2014persino i blog più avanguardisti sarebbero finiti per citare vecchi feticci gabber come le scarpe Air Max o i bomberini Lonsdale London!? -, Claudio Lancinhouse è ancora al suo posto. Con i capelli lunghi che intanto sono diventati bianchi, sempre e comunque fedele alla linea Number-style. Senza nostalgia.
Anzi: «È fondamentale non dimenticare quello che è stato, ma credo sia altrettanto importante proiettarsi verso quello che sarà – ammette il dj bresciano -. Soprattutto nella musica dance, dove tutto viaggia sempre più velocemente. Mi rivolgo ai giovani: essere dei bravi disc jockey adesso non basta più. Per sfondare serve chiudersi in studio, appassionarsi ai nuovi suoni, produrre delle tracce…senza un disco vincente purtroppo si rischia di rimanere degli eterni "new talent"».
C'è di più. «Spesso si pensa erroneamente che registrare un disco hardcore sia una sciocchezza: niente di più sbagliato – spiega Lancini togliendosi qualche sassolino dalle scarpe -. Forse lo era un tempo, oggi invece nel panorama elettronico è uno dei generi in assoluto più complessi da produrre: perché si è evoluto nelle sonorità, arricchito nelle melodie e nelle parti cantate. La tendenza dominante? Senza dubbio il main-style, ovvero cassa distorta, aperture melodiche simil-trance».
ASSIEME ALLA MUSICA, naturalmente, è cambiata anche la gente della notte. «Oggi il pubblico è decisamente più tranquillo rispetto a qualche annetto fa – sostiene il deus ex machina della Sala 2 -. Grazie a Internet tra i giovani clubber c'è molta più cultura musicale e finalmente le ragazze sono tornate a ballare l'hardcore». E c'è da scommettere che mister Lancini saprà come farle saltare sul dancefloor. «Sto lavorando a un disco inedito, nel quale ho chiamato a collaborare alcuni compagni di avventure italiani e internazionali conosciuti durante tutti questi anni. Si chiamerà "Lancinhouse & friends» anticipa il dj.
Per i suoi fan, però, avrà un solo titolo: «Hardcore will never die».

Elia Zupelli
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