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06.12.2013

Bonazzoli, il predestinato
sulle orme di Balo

Federico Bonazzoli, 16 anni, bresciano di Ghedi: un anno a Montichiari, poi sempre l'Inter
Federico Bonazzoli, 16 anni, bresciano di Ghedi: un anno a Montichiari, poi sempre l'Inter

Mercoledì 4 dicembre 2013, minuto 82 di Inter-Trapani di Coppa Italia. Walter Mazzarri stacca per qualche istante gli occhi dal campo e si volta verso la panchina nerazzurra. Con lo sguardo cerca un bresciano, che non è il travagliatese Beppe Baresi. Vuole Federico Bonazzoli, 16 anni, attaccante di Ghedi, talentino della Primavera, per molti un predestinato del grande calcio: «Bona, vieni qui, tocca a te», gli dice. Un minuto dopo il cambio: «Prendi il posto di Belfodil».
BONAZZOLI entra contemporaneamente sul prato di San Siro e nella storia dell'Inter: a 16 anni e 197 giorni è il secondo più giovane debuttante dei 105 anni del club milanese. Al primo posto, forse inattaccabile, c'è il giovanissimo (16 anni e 39 giorni) Beppe Bergomi di un'Inter-Juve di Coppa Italia del gennaio 1980, quando ancora non era lo «zio» ma un nipotino nerazzurro senza baffi e con meno sopracciglia.
Passano solo 120 secondi e Bonazzoli ha il pallone buono per il gol al debutto. Carica il mancino, prende la mira ma non trova la rete: è entrato nella storia ma non ancora nella leggenda. Intanto il pensiero di tutto San Siro corre al 19 dicembre del 2007, alla doppietta di Mario Balotelli, fresco d'esordio nerazzurro a 17 anni e 126 giorni. Nella notte di Inter-Trapani tutti sanno che è nato il club delle «B» Bergomi, Balotelli, Bonazzoli. Oltre al comune denominatore del debutto in tenera età, quei tre condividono una singolare storia di tifo d'infanzia. Milanisti Balotelli e Bergomi, juventino fino all'osso il giovane Bonazzoli. Ma l'Inter lo ha adottato fin dai pulcini e la fede nerazzurra ha prevalso.
Federico nasce a Manerbio il 21 maggio del 1997 (97 è il suo numero di maglia). Quelli dell'Inter lo vedono giocare a Ghedi quando non ha nemmeno 6 anni. Lo prendono ma decidono di «parcheggiarlo» una stagione a Montichiari. Poi sempre e solo Inter. Per dieci stagioni, con centinaia di reti giovanili, un titolo Giovanissimi e Allievi sempre giocando con compagni e avversari più vecchi di lui. Stramaccioni gli ha schiuso le porte d'allenamento della prima squadra a soli 15 anni.
Ricorda la storia di Mario Balotelli. Con lui ci sono il legame della brescianità e una comune appartenenza al mondo dell'oratorio, quello tanto caro ad un altro grande bresciano del pallone come Cesare Prandelli. Balo è cresciuto in quello di Mompiano, Bona (così lo chiamano a Interello) frequenta quello di Ghedi. La domenica, quando non ci sono le partite, va sempre in chiesa con mamma Nicoletta e papà Massimo, che ieri si sono emozionati vedendolo correre sul prato di S, Siro.
BERGOMI resterà imbattibile anche per l'altro grande sogno: vincere un Mondiale. Lo «zio» l'ha fatto a 18 anni. Federico dovrà perlomeno aspettare i 21. Intanto quello Under 17 gli è stato inspiegabilmente negato da Daniele Zoratto, selezionatore della nazionale giovanile italiana. Lo stesso tecnico che a maggio, convocandolo all'Europeo di categoria, gli tolse la possibilità di rispondere alla chiamata di Andrea Stramaccioni per una gara di serie A. E anche lì c'era un ballo un debutto storico: a 15 anni e 11 mesi (che aveva all'epoca della convocazione) poteva accomodarsi al secondo posto dietro Amadeo Amadei, primatista (15 anni e 9 mesi).
Comunque, resta un fatto: Federico Bonazzoli è un predestinato. Quest'anno, in campionato, ha segnato al Brescia Primavera. E si son visti già gli scout del Barcellona alle sue partite. Gli stessi che scartarono Mario Balotelli: un altro bresciano così non se lo possono lasciar scappare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini
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