mercoledì, 23 gennaio 2019
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

29.12.2013

«Famiglie gay, stessi diritti» La parola passa al Comune

Alcuni rappresentanti delle ventiquattro associazioni che si sono rivolte al Comune di Brescia
Alcuni rappresentanti delle ventiquattro associazioni che si sono rivolte al Comune di Brescia

Che oggi il concetto di famiglia sia stato sostituito da quello di famiglie è un dato di fatto: lo hanno ribadito ieri le ventiquattro realtà aderenti al comitato «Nuove famiglie, uguali diritti», che propone al Comune una delibera di iniziativa popolare per il riconoscimento e la garanzia delle famiglie di fatto e il sostegno alle nuove forme familiari.
AGEDO, ARCIGAY-Orlando Famiglie Arcobaleno, Pianeta Viola, Al lavoro con Brescia, Arci Comitato provinciale, Brescia per Civati, Brescia per passione, Caffè Letterario Primo Piano, Casa delle Donne, Cgil, Sel Brescia e circolo Alto Garda Valtenesi, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Colori e Sapori Circolo Arci, Consultorio familiare onlus di via Volturno, Gruppo 2009, Libertà e Giustizia, Noi siamo Chiesa, Residenza Idra- Teatro Inverso, Se non ora quando?, Movimento Green Italia: queste le realtà che in una conferenza stampa hanno fatto il punto sulla delibera e avanzato considerazioni.
«Il 23 dicembre abbiamo depositato in Comune la documentazione necessaria per avviare la richiesta per la valutazione, da parte dell'apposita Commissione comunale, in merito all'idoneità tecnica del testo della proposta di delibera. La prima fase necessitava di 200 firme. Ne abbiamo portate 333 - ha spiegato Luca Trentini, di Arcigay Orlando - che ha aggiunto. La Commissione ha 30 giorni (scadenza 23 gennaio) per formulare il giudizio tecnico. Poi raccoglieremo altre mille firme. Nel frattempo, ci auguriamo che il presidente del Consiglio comunale, al quale abbiamo richiesto un appuntamento, ci riceva».
«LA NOSTRA RICHIESTA non toglie nulla a nessuno. Fa solo sentire uguali persone che si sentono cittadini a metà, a causa delle loro scelte affettive - ha osservato Laura Mentasti, di Famiglie Arcobaleno, che ha invitato - tutti i cittadini a guardarci, conoscerci, vedere le difficoltà che stiamo vivendo; chiediamo solo che i nostri affetti siano pienamente conosciuti».
L'invito al dialogo è stato ribadito anche dal Pianeta Viola (storico gruppo lesbico bresciano) e dall'Arci che, per voce di Manuela Fazia, ha sottolineato come «Il diritto alla felicità dovrebbe essere la stella polare della politica, invece così non è. Per questo è incoraggiante vedere ben 24 realtà diverse impegnate in una battaglia di civiltà che possiamo vincere».
UNA CAMPAGNA di sensibilizzazione che coinvolge anche il mondo cattolico, come ha ricordato il movimento Noi siamo chiesa, augurandosi «che anche il mondo cattolico si apra al confronto sincero e approfondito, perché Dio non fa pezzi sbagliati, Dio non è la Fiat».
Dialogo che anche la Cgil auspica aprirsi «in modo esteso, nonostante i segnali di intolleranza che si sono visti nei giorni scorsi da personaggi i piedi con candele in mano», ha osservato Luciano Pedrazzani della Cgil, richiamando le azioni delle «sentinelle in piedi».
Insomma, il Comitato chiede un passo in avanti necessario per riconoscere diritti a situazioni già in essere: questo è stato sottolineato anche da Ippolita Sforza, della Casa delle donne e del Consultorio di via Volturno: «le coppie che vengono da noi si rendono conto dell'assenza di diritti proprio nel momento della crisi: avere tutele anche solo a livello comunale farà sentire meno sole molte persone».
Sulla solitudine di chi viene fatto sentire diverso è tornata anche Rita De Santis, di Agedo (associazione genitori di persone omosessuali): “concedere un minimo di diritti potrebbe salvare la vita a tante persone omosessuali che si suicidano per disperazione”.
PUR ESSENDO solo una delibera comunale, l'atto, una volta adottato, avrebbe conseguenze significative sul godimento del welfare comunale e sul riconoscimento dei diritti di coppie non spostate, etero o omosessuali che siano. La delibera riconoscerebbe e tutelerebbe tutte le coppie di fatto, favorendo “pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio, tradotto in pratica riconoscendo equità nell'erogazione dei propri servizi alle famiglie non fondate sul matrimonio, formate da persone dello stesso o differente sesso, con priorità negli ambiti del diritto alla casa, sanità e servizi sociali, giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, mobilità e trasporti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Il Racconto di Ferragosto

Sport

Spettacoli