mercoledì, 23 gennaio 2019
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17.11.2012

Folla di militanti per Maroni «Il Pdl? Si facciano sentire»

Il segretario Roberto Maroni con Simona Bordonali, Fabio Rolfi e l'onorevole Davide Caparini FOTOLIVE
Il segretario Roberto Maroni con Simona Bordonali, Fabio Rolfi e l'onorevole Davide Caparini FOTOLIVE

C'era il militante storico, quello che si vede a tutti i comizi. C'era il ragazzino che proprio ieri festeggiava i suoi 15 anni. C'erano pure deputati e senatori, e consiglieri provinciali, che pazientemente si sono messi in fila ad aspettare il loro turno per una dedica. Ha autografato non meno di 200 copie del suo libro «Il mio Nord», il segretario del Carroccio Roberto Maroni. Per lui al centro Freccia Rossa è stato un bagno di folla, tra un complimento, una stretta di mano, e piccoli omaggi. LA FATICA letteraria, ha spiegato a margine ai giornalisti, consegna ai lettori soprattutto il progetto della Lega 2.0, quel «Prima il Nord» che fa bella mostra su manifesti e cartelloni. «I barbari persero la sfida con Roma perché giocarono sulla logistica, sull'organizzazione. Noi abbiamo la forza delle nostre idee - ha detto -. La strada è quella di far sì che la Lega diventi espressione concreta e rinnovamento della questione settentrionale. Da qui si apre la sfida con Roma per ottenere quel che Roma non ha dato». L'obiettivo è dunque «vincere le amministrative, la Regione e aprire il confronto» con la capitale. La sua candidatura alla presidenza del Pirellone, in questo senso, è «coerente con questo nuovo progetto». Il segretario del Carroccio rivendica questa scelta solitaria perché «noi non stiamo mica qui ad aspettare Godot», dove Godot sarebbero i pidiellini. «Ho avuto mandato del consiglio federale di candidarmi e attorno a questa candidaturaorganizzare il più ampio consenso - ha sostenuto Maroni - Se qualcuno vuole stare con noi e sostenerci, deve sostenere il nostro progetto che è “Prima il Nord". E il modello è quello di Verona e di Flavio Tosi con un candidato che vince con la lista della Lega, le civiche» e una misteriosa “lista a sorpresa" a cui il segretario ha accennato appena. Se il modello Tosi funzionerà anche a Brescia però, dove l'alleanza con il Pdl è consolidata, è presto per dirlo: «Una cosa per volta», ha tagliato corto Maroni che proprio mentre stava per rispondere ad una domanda sul destino del vicesindaco Fabio Rolfi si è trovato faccia a faccia con una militante che gli ha offerto in dono una bottiglia di Stock 84, bella impacchettata. Tornando al nodo - Pdl in Lombardia, che è un po'il cuore del dibattito di questi giorni, ieri è stata l'occasione per ribadire la linea, nota, della Lega: «Noi non facciamo politica per fare accordi, ma per realizzare il nostro obiettivo. Se per farlo è utile fare accordi lo faremo, se no non lo faremo. Se Berlusconi mi consegnasse la presidenza della Regione e mi chiedesse di rinunciare ad uno dei nostri progetti, riportare il 75% delle tasse nella nostra regione, direi “No, grazie"». Ma con il Popolo della Libertà, ha assicurato il segretario, «il dialogo non è mai venuto meno. Sono l'uomo del dialogo. Non vuol dire cedimento, ma ascolto. Dopodiché se sottoscriveranno le nostre proposte bene. E se sono interessati si facciano sentire». IN PIÙ se, come è probabile dopo il vertice di ieri al Quirinale ci sarà l'election day a marzo, significa che si realizzerà una «cosa che la Lega auspicava dall'inizio e nessuno ci credeva: dovete dare retta alla saggezza della Lega, anche quando dico che in Lombardia il candidato sarà nostro», ha sottolineato Maroni. Ribadendo ancora una volta il suo «sì» all'accorpamento delle tornate elettorali («alla fine arrivano tutti a darci ragione»), che a questo punto a cascata potrebbe comprendere anche le amministrative aprendo prospettive interessanti.Il segretario spera anche che la legge elettorale venga modificata, ma non è poi così convinto che accadrà («noi abbiamo presentato la nostra proposta ma la Lega è in minoranza, non dipende da noi»). Ma soprattutto rinnova l'invito agli ex alleati a staccare la spina al governo Monti: «C'è una maggioranza strana che sostiene il governo ma è divisa su tutto. Spero che decidano - ha auspicato -. La Lega è pronta». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
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