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16.06.2013

Il coro dei 4mila: «Pcb, ok ai divieti Ora le bonifiche»

Il coro dei 4mila:<br />&#171;Pcb, ok ai divieti<br />Ora le bonifiche&#187;<br />
Il coro dei 4mila:<br />&#171;Pcb, ok ai divieti<br />Ora le bonifiche&#187;<br />

«Il nuovo sequestro dei parchi? L'unica cosa che stupisce è la tempistica: cosa si aspettava? Si sapeva da vent'anni che c'era Pcb lì, come in tante altre zone della città, purtroppo. Ma solo dopo la trasmissione "Presa diretta" tutta Brescia sembra sapere la verità»: Rosa Cerotti del gruppo mamme di Castegnato partecipa all'Ecoparade con le idee ben chiare sulla gravità della situazione ambientale, ma anche su quanto sia stata utile l'amplificazione televisiva del caso-Caffaro. «Le immagini svegliano le coscienze, anche se i comitati ambientalisti da oltre dieci anni fanno sensibilizzazione. Adesso tocca alla nuova amministrazione agire. Il nuovo sindaco dovrebbe avvalersi dell'aiuto di un esperto che viene dal mondo dei comitati ma che è anche specializzato del caso Caffaro, penso a Ruzzenti», suggerisce Cerotti. Marino Ruzzenenti c'è all'Ecoparade, come Marco Fenaroli e tanti volti noti dell'ambientalismo bresciano. Quattromila persone, con attivisti della prima ora mescolati ai giovanissimi venuti anche da altre province, perchè una parade è festa di strada, musica techno a tutto volume, birra, vino e voglia di ballare e divertirsi. MA L'EVENTO NON È un rave: una festa, certo, ma con connotazioni volutamente ambientaliste e politiche. I sette carri sparano note da far tremare i muri delle case, ma anche parole contro i responsabili degli inquinamenti, appelli alla partecipazione alle varie lotte, da quelle contro la Tav, le centrali a biomasse e gli inceneritori, a quelle per le bonifiche e un nuovo modo di pensare la città. «L'emergenza ambientale è il nodo centrale per la nuova amministrazione, che deve trovare strategie di uscita da questa situazione, promuovendo attività sostenibili come la raccolta differenziata dei rifiuti, le bonifiche», valuta Dario Balotta, responsabile regionale trasporti di Legambiente. «Del Bono ha fatto alcune promesse, ora mi aspetto che le mantenga: le sue prime mosse sono state buone, ora deve andare avanti, i comitati lo tengono sotto stretto controllo», aggiunge Guido Menapace, impiegato, 46 anni, del Comitato Brescia Sud. «Fiducia è una parola grossa, diciamo che vedo l'impegno, ma ora ci vogliono i fatti - gli fa eco Luisa Perotta, che abita in via Parenzo e che la scuola Deledda e il parco sequestrato li conosce bene -. Ovviamente non fa piacere vedersi togliere uno spazio verde, dopo questo ci vuole la bonifica». Contraria a misure del genere è invece Daniela Zilli, impiegata di 47 anni che vive a Sanpolino: «Così non si risolve il problema e si privano le persone di aree verdi. Per lo meno serve a far capire davvero a tutti la gravità della situazione, se dopo la trasmissione in tv c'era ancora qualcuno che dubitava, con questi ultimi sequestri non dovrebbero esserci più esitazioni: il nuovo sindaco pensi alla salute come valore più importante». Di Sanpolino anche Lidia Romano, 43 anni, disoccupata: «Mi sorprende che i sequestri siano arrivati solo adesso, l'inquinamento a Brescia non è un fatto nuovo. "Presa diretta" ha fatto prendere coscienza a chi non credeva alle denunce dei comitati ambientalisti, ma anche al Comune: Del Bono ha fatto promesse elettorali che hanno conquistato il mio voto, ora deve guadagnarsi la mia fiducia». LA PREOCCUPAZIONE per la situazione non è solo dei cittadini che vivono nelle zone contaminate da Pcb: all'Ecoparade ci sono bresciani da tutta la città e dalla provincia, ognuno con le proprie storie di inquinamento; come Ugo Cavagnini, presidente della «Collina dei castagni», che sottolinea la necessità di «attenzione da parte di tutte le amministrazioni, ma anche dei cittadini: se la Tv serve per far nascere domande, poi tocca a noi fare considerazioni e agire». Tutela della salute e dell'ambiente sono oggi tematiche che attivano anche persone che in passato non si erano magari mai preoccupate di «politica», ma che una volta informate non ci stanno a delegare. Per questo tutti riconoscono il ruolo fondamentale avuto nella vicenda Pcb dalla trasmissione di Iacona, nonostante i media locali e i comitati ambientalisti abbiano sostenuto le stesse tesi da anni. «In Italia è così, la televisione conta ancora tantissimo», osserva Francesca Piazza, 27 anni, che vive a San Polo, ma che è appena rientrata da mesi di vita a Londra. Con lei la coetanea Emma Bonfanti, che conferma l'analisi dell'amica sulla peculiarità italiana nel fatto di «credere molto alla tv, ma in questo caso è stato un bene». E la palla passa alla nuova amministrazione, che ha saputo convincere i cittadini, ma adesso è chiamata alla difficile prova dei fatti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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