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24.02.2013

Il Pd: «Piazza Vittoria e Bigio oltre cinque milioni sprecati»

È ancora polemica sulla ricollocazione del Bigio in piazza Vittoria e sul restyling di piazza Vittoria
È ancora polemica sulla ricollocazione del Bigio in piazza Vittoria e sul restyling di piazza Vittoria

La Loggia sta spendendo cinque milioni e 160 mila euro per «rendere piazza Vittoria meno fruibile e ricollocare la statua del Bigio che conviene chiamare con il suo vero nome di Era fascista». Quando i lavori per rimettere la statua al suo posto sono quasi pronti, il Pd denuncia una decisione «mai discussa in Consiglio o nelle commissioni». Un'operazione fatta «in sordina» che non trova traccia nelle linee guida delle opere complementari alla metropolitana, dove si parlava di «un'opera d'arte da studiare opportunamente coinvolgendo il settore Edilizia monumentale e Soprintendenza, che potrà essere posta al limite della piazza verso via Verdi all'ingresso dello spazio pedonale». Invece, «ci ritroviamo con il Bigio di nuovo davanti al Caffè Impero». L'ATTACCO del Pd alla Giunta Paroli è su due fronti. Da un lato la denuncia di una riqualificazione «peggiorativa» della piazza, dall'altro la ricollocazione della statua controversa. Il capogruppo Emilio Del Bono con i consiglieri Fabio Capra, Federico Manzoni, Aldo Boifava, Giuseppe Ungari, il segretario cittadino Antonio De Martin e consiglieri di circoscrizione hanno ricostruito i costi dell'operazione in attesa di avere quelli ufficiali per i quali hanno chiesto accesso agli atti. Del Bono elenca 60 mila euro per la demolizione della soletta del parcheggio necessaria per ricavare il foro e il basamento del Bigio, 150 per opere strutturali, 100 mila per la pietra del foro e per il basamento, 150 mila per il restauro e posizionamento della statua. «Sono 460 mila euro di costi aggiuntivi - accusa il capogruppo - e dimostrano l'atteggiamento superficiale di un sindaco a cui va bene tutto, mettere insieme a pochi metri di distanza il Bigio e le formelle in ricordo delle vittime del nazi-fascismo». Ce ne sono due, ai piedi di una colonna del portico a due passi, e ricordano la deportazione di Alberto Dalla Volta a Mauthausen. Manzoni esibisce una delibera della Giunta Ghislandi del 18 settembre 1945, con cui si decide la rimozione della statua «come viene invocato da tutta la cittadinanza». Paroli «prima di rimettere il Bigio al suo posto deve abrogare quella delibera - dice - e addurre le motivazioni». Porta pure una seconda delibera dello stesso sindaco Ghislandi (11 dicembre '45) che offre «indicazioni utili per il riutilizzo della fontana», sottolinea Manzoni come a dire che non è troppo tardi. Per la cronaca, Guglielmo Ghislandi suggeriva di erigervi una stele o un obelisco con i nomi dei cittadini bresciani caduti per la libertà. Ma al di là di un'operazione che nelle parole di Ungari è un «atto offensivo, prepotente e grave, che ferisce la memoria collettiva con il ripristino di simboli fascisti», neanche piazza Vittoria ne uscirà bene, per il Pd. A prescindere dal Bigio, il rifacimento costerà 3 milioni, più un milione per le opere al primo livello del parcheggio e 700 mila euro per le opere complementari alla stazione Vittoria. In tutto 5,16 milioni per una piazza «meno fruibile, disordinata e brutta». Per Del Bono, se la priorità era ripristinare l'attraversamento in senso est-ovest, «è fallito, perchè le grate di aerazione restano, non ci si potrà sostare sopra e devono essere protette come accade oggi». In più, «il Bigio e la sua fontana renderanno impraticabile tutta la fascia ovest, e lo spazio verrà ridotto». Morale, «si spendono tanti soldi per una scelta ideologica, e piazza Vittoria dovrà essere rivista presto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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