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02.09.2013

«Resho», il rapper filosofo
che dice qualcosa di sinistra

Resho presenta «Something left vol. 2»
Resho presenta «Something left vol. 2»

Giungono nuovi segnali di vitalità, dai bassifondi del panorama hip hop bresciano: in questi giorni è infatti arrivato sul mercato «Something left vol 2», il nuovo album di Resho, esponente di rilievo della scena rap locale attivo ormai da oltre un decennio. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con il beatmaker veronese (di stanza a Londra) Mastrobeat, a rafforzare una partnership ormai consolidata, collaudata per la prima volta nel 2009 con il primo volume di «Something left»: nel 2011, i due hanno immesso in circolazione anche "Redenzione Violenta", particolarissimo progetto online a base di strumentali hip hop e dubstep. Poi, più nulla fino a questa nuova uscita, che raccoglie canzoni scritte dal 2009 e ha già potuto godere di una settimana di streaming gratuito su MusicZoom. Classe 1982, Fabio Resciniti, come Resho è registrato all'anagrafe, si definisce sul suo profilo Facebook come «rapper di una certa età, senza ansia o aspettative»: è laureato in filosofia, è appassionato in particolare al pensiero di Herbert Marcuse, ed è pragmaticamente convinto che la musica debba «arrivare quando deve». Il rap lo ha scoperto e lo pratica da oltre 10 anni, senza dichiaratamente essersi mai impegnato troppo nell'autopromozione. «Non ho mai scritto una sola parola per emergere o farmi conoscere - dice -. Per questo vivo il rap con la massima serenità: so che c'è, e fa da sfondo e sostegno alla mia vita». Da qualche tempo ha cominciato a dedicarsi alla sperimentazioni di laboratori sul rap con il progetto Magma Rap, realizzato in collaborazione con il Magazzino 47. Ora è qui, con queste nuove canzoni completamente autoprodotte, intense e misurate, spesso impressionanti per il modo asciutto e diretto con il quale sanno fotografare la non sempre facile quotidianità contemporanea. Lo stile magnetico di Resho vira verso una vivida poetica metropolitana, che abiura il facile slogan e la volgarità gratuita a favore di un flusso di immagini e suggestioni mosse spesso da un'indignazione rabbiosa ma lucida (come nella travolgente «Alcool e Sceriffi»), che catturano l'attenzione. Non mancano, come nella migliore tradizione del genere, i guest: con Resho rappano anche Astio, Jago, Nevek e Non Dire Chaz.

Claudio Andrizzi
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