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09.04.2013

Rodengo, il fumo
della centrale oscura il cielo

L'intensa fumata nera uscita dal comignolo della centrale
L'intensa fumata nera uscita dal comignolo della centrale

Un'anomalia tecnica al sistema di caricamento del legname nell'impianto a biomassa legnosa vergine di Rodengo Saiano: è questo il problema che sabato scorso alle ore 18 ha generato un'anomala e abnorme fumata che si è sprigionata dal comignolo della centrale del Paradello. «L'anomalia ha comportato ha comportato una non ottimale combustione della biomassa legnosa vergine - viene spiegato in una nota di Franciacorta Rinnovabili srl - che ha generato per alcuni minuti una fumata dal camino particolarmente visibile. Si è quindi provveduto immediatamente ad avviare la procedura di spegnimento dell'impianto. Franciacorta Rinnovabili ha già provveduto all'inoltro di dettagliata comunicazione agli enti preposti». Il gestore della centrale spiega così la causa della fumata che ha allarmato le persone che si trovavano in quel momento nel parcheggio e nell'area commerciale dell'Outlet Village Franciacorta di Rodengo Saiano. La nube di fumo sempre più densa ha cominciato ad uscire dal comignolo. Prima il fumo era biancastro, ma con il passare dei minuti si è sempre più scurito. Il fenomeno, ben visibile anche da molto lontano, è stato accompagnato da un odore acre e pungente che ha fatto salire la preoccupazione.  «DA QUANTO ci risulta, al Paradello sono intervenuti anche i carabinieri, i Vigili del fuoco e la polizia locale, ma ancora oggi non sappiamo cosa è successo. Siamo molto preoccupati, perché non sono noti i rischi che i cittadini hanno corso in quelle ore - sottolinea Silvio Parzanini di Legambiente Francacorta -. Abbiamo segnalato il fatto ad Asl e Arpa chiedendo, se non è stato ancora fatto, un immediato sopralluogo e l'adozione di tutte le misure utili a preservare la salute dei cittadini e dell'ambiente. Per quanto ci riguarda non ci sono state comunicazioni precise riguardo all' inconveniente e cerchiamo spiegazioni plausibili». Legambiente rilancia la preoccupazione sulla messa in funzione dell'impianto, operativo dal dicembre scorso: «La nostra contrarietà alla realizzazione di questo impianto, per la sua pericolosità e per il fatto che è collocato in una zona già molto inquinata, trova, dopo quanto successo sabato, un motivo di ulteriore preoccupazione che deve richiamare alla responsabilità le autorità competenti, a cominciare dai due sindaci di Rodengo Saiano e Castegnato. Giuseppe Andreoli e Giuseppe Orizio - conclude Parzanini - hanno l'obbligo di tutelare la popolazione e non possono ignorare i segnali preoccupanti che giungono dal Paradello dei quali, quello di sabato, è solo l'ultimo di una lunga serie».

Cesare Mariani
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