MONTICHIARI
Nel paese delle discariche ora il Comune dice "no"
I monteclarnesi ignorano il numero di discariche e la quantità di rifiuti stipata sul territorio comunale. Sono 9 i siti autorizzati (alcuni hanno cessato l’attività, altri sono ancora in funzione) presenti nel comune di Montichiari. Eccone l’elenco: Seac snc (Via Ponchioni, per i materiali inerti) Sisiva srl (Via Dugali, materiali inerti), Vezzola srl (Vighizzolo, materiali inerti), Seac srl (Via Albarotto, materiali inerti), Monti.ri.am srl (Fascia D’Oro, raccoglie rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi), Monti.ri.am srl (Fascia D’Oro raccoglie rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi) Pulimetal spa (a Vighizzolo, Rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi), «Cava Verde» (in attività in località Rò, fino al febbraio 2011, raccoglie 3 milioni e 530 mila metri cubi di Rifiuti speciali non pericolosi) Systema Ambiente srl «Valseco 1» (ancora in attività fino al 2011 in località Casalunga - Vighizzolo, raccolgie Rifiuti pericolosi). In totale si parla di 8 milioni di metri cubi di spazio disponibile. Ci sono poi altre 5 aree (che aggiungono altri 4 milioni circa di metri cubi). Una di queste, la Systema ambiente srl «Valseco 2» (rifiuti pericolosi e posta in zona Vighizzolo) ha già ottenuto l’autorizzazione. La Gedit di Vighizzolo, la Montichiariambiente spa di Rò, la Bernardelli e la Ecoeternit (quest’ultima destinata anche alla raccolta di amianto) sono in attesa di terminare il lungo iter amministrativo per l’assegnazione delle autorizzazioni. Ad oggi, la Gedit, ha ottenuto il via libera della Regione e pare sia la più vicina alla messa in opera definitiva. Questa cava è stata recentemente al centro di una querelle con il Comune, non più intenzionato a concedere pareri favorevoli per la creazione di nuove discariche. La domanda che circola tra gli addetti ai lavori è: «perchè prima si concedevano pareri favorevoli alla realizzazione di discariche ed ora no?». La campagna elettorale imminente impone una brusca frenata sul fronte ripido della raccolta dei rifiuti che, solo nel 2007 ha portato nelle casse del comune (stando ai dati del bilancio), oltre 3 milioni e 700 mila euro di «contributi derivanti dall’attività di discarica» e 517 mila 800 euro di «contributi derivanti dall’attività di escavazione» (cave). Un giro d’affari che potrebbe ridursi, stando almeno alle linee generali del Piano provinciale rifiuti che dovrebbe approdare in Broletto il prossimo mese di dicembre. Al comune che ospita una discarica spettano oggi circa 19 euro a tonnellata a cui vanno ad aggiungersi i circa 75 euro di costi per lo smaltimento a carico dei contribuenti. Con il nuovo piano la musica cambia: la nuova proposta è che i comuni possano chiedere al massimo il 10 per cento del costo di smaltimento a tonnellata. «L’obiettivo del piano - dice l’assessore provinciale all’ambiente Mattinzoli - è di ridurre sempre più il numero delle discariche e soprattutto la produzione di rifiuti puntando sul recupero di molti materiali che fino ad ora finiscono proprio in discarica».