Diciassettesima udienza del processo davanti ai giudici della corte dassise di Brescia FOTOLIVE
28/02/2009La procura insiste nel verificare l'attendibilità di Maurizio Tramonte, imputato con Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi e Pino Rauti della strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974, costata la vita di otto persone. Il racconto, poi ritrattato di Tramonte, ha consentito all'accusa di ricostruire l'ambiente in cui è maturata la preparazione della strage. Ma la verifica dell'accusa deve fare i conti con il tempo, con le dimenticanze, con i tanti «non ricordo» e anche con la resistenza di alcuni testi non ancora disposti a svelare trame di quasi quarant'anni fa.
LA VERIFICA DELL'ACCUSA ieri, davanti alla corte d'assise, ha dovuto fare i conti anche con un teste reticente. Così è stato bollato ieri mattina Maurizio Contin, padovano di 54 anni, legato a doppio filo negli anni Settanta all'estrema destra, allontanato dalla cellula ordinovista sviluppatasi a Padova, all'Arcella, perchè considerato «una testa calda, ingovernabile».
Al termine della testimonianza il pm ha chiesto la trasmissione degli atti in procura per procedere contro Maurizio Contin per reticenza.
Contin era chiamato dai pubblici ministeri Roberto Di Martino e Francesco Piantoni per testimoniare sui suoi rapporti con Maurizio Zotto, Maurizio Tramonte, Giovanni Melioli e Roberto Rinani e in generale con gli appartenenti al gruppo di Lozzo Atestino e sui rapporti con i servizi segreti. La testimonianza per la procura era importante perchè Contin avrebbe dovuto raccontare del suo legame con Zotto («per me era una specie di guardia del corpo» aveva dichiarato ai Ros nel 2001, una definizione che lascia intendere che i due fossero inseparabili).
La vicinanza tra i due per la procura è importante perchè Zotto con le sue testimonianze ha confermato quanto raccontato da Tramonte. Anche Zotto, come Tramonte, racconta degli incontri a Abano Terme a casa di Giangastone Romani. Incontri in cui, secondo Tramonte, si parlò dell'attentato a Brescia. Zotto non ha mai partecipato agli incontri, si limitava ad accompagnare l'amico, ma ciò che racconta ai pm è quanto appreso da Tramonte, che vi partecipava: «Cose da far accaponare la pelle» è stata la definizione data da Zotto ai procuratori in merito a quanto appreso dall'amico.
Ma ieri in aula Contin ha negato la conoscenza con Zotto, ha detto di non sapere nulla degli incontri ad Abano Terme, di conoscere Tramonte, ma solo di vista e perchè faceva parte del «gruppo» di Lozzo, descritto come quello che organizzava feste per il partito.
NEL 2001 AI ROS Contin aveva dichiarato che «i gruppi di Lozzo, Mestre e Venezia erano considerati i più duri per lo scontro fisico, mentre il mio gruppo era considerato il più forte dal punto di vista ideologico». Il teste ha inanellato una serie di mezze risposte, ha negato di aver mai dichiarato parte di quanto contestato dall'accusa in merito ai verbali del 12 maggio 2001 davanti ai Ros, attribuendo l'inserimento ai carabinieri, ha minimizzato quello che succedeva negli anni Settanta, gli scontri di piazza, l'abitudine a girare armati, il doppio arresto per detenzione di armi.Ma soprattutto ha tentato di posticipare il suo ingresso in politica: «Era il 1975, nel '74 ero ancora militare in marina a Taranto. Di quanto successo prima del '75 non so nulla». Salvo poi cadere in contraddizione confermando di aver partecipato alla campagna elettorale per il referendum sul divorzio (la chiamata alle urne è del giugno 1974).
Anche sulla sua localizzazione il 28 maggio 1974 Maurizio Contin è stato molto vago: «Non ricordo dove fossi - ha precisato in aula -. Non ho mai pensato a questa strage perchè non è cosa nostra. Non è una cosa che si può attribuire alla destra. Si tratta di una cosa che io non farei mai, per cui anche gli altri del mio gruppo devono pensarla come me».
Mezze risposte, ritrattazioni, accuse senza fondamento, che hanno fatto finire nei guai il teste e non hanno consentito all'accusa di aggiungere un altro piccolo tassello nella verifica di Tramonte.