- Il nuovo processo
- «Lì era il nostro posto Siamo vivi per miracolo»
- Strage, la Procura scava tra i ricordi dei feriti
- Riflettori sul lavaggio della piazza
- «Esposti mi disse: un botto a Brescia»
- L'«identikit» di Giovanni Melioli
- Strage, nel mirino ancora Soffiati
- «Soffiati aveva pistole, mitra e dinamite»
- Allegato C, la corte ammette altri duecento testimoni
- Strage, in aula compare Tramonte
- Mori: «Esposti? Fu giustiziato»
- Strage, la madre di Nardi: «Quei sospetti su Delfino»
-
Strage, gli imputati ridotti a cinque
- Strage, una «velina» che scotta
-
«Esposti e Buzzi coinvolti nella strage di Brescia»
- Strage, gli imputati ridotti a cinque
-
Esposti-Delfino: rapporto pericoloso
- Strage, i pm si scontrano con un teste reticente
- Negli anni Settanta esplosivo a fiumi
- «Ordine nuovo» e la deriva terrorista
- Strage, alcune falle nell'alibi Tramonte
|
Allegato C, la corte ammette altri duecento testimoni
I giudici Antonio Minervini e, a destra, Enrico Fischetti
07/05/2009 | La corte ha emesso un'ordinanza sull'ormai famoso «allegato C», rimasto finora in sospeso, perchè le parti hanno dovuto esprimere il proprio parere per ogni teste chiamato dall'accusa e per ogni verbale. I GIUDICI non hanno ammesso una decina di testi, per una ventina, grazie al consenso di tutte le parti, sono stati ammessi i verbali, mentre gli altri testimoni chiamati dall'accusa verranno sentiti in aula. Non si tratta di poche persone. I due pm per restringere le loro richieste nel periodo natalizio avevano dovuto spulciare cinquemila verbali dell'allegato C, cioè tutti i fascicoli riferibili ai precedenti processi per la strage (Mar, Buzzi, Ferri, Ballan, Bonati). Con un meticoloso lavoro di cesellatura la procura aveva ridotto a poco più di duecento le richieste di testimonianza. La corte ha accolto quasi tutte le richieste, perciò ai già accolti testimoni se ne aggiungono altri duecento. Per un totale di quasi duemila persone che dovranno essere sentite dai giudici togati e popolari della corte d'assise di Brescia. La corte ha anche fissato per il prossimo 26 maggio la convocazione dei due periti, della Scientifica di Roma, che riceveranno l'incarico per effettuare una nuova perizia chimico-fisica sulle poche schegge rimaste, per poter stabilire il tipo di esplosivo usato la mattina del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia. Il materiale su cui lavorare non è molto perchè la piazza venne lavata poco dopo mezzogiorno, subito dopo lo spostamento dei feriti e dei morti. Le schegge che sono rimaste sono state recuperate dai corpi delle vittime. Sui quesiti da porre ai periti stanno lavorando i pm Roberto Di Martino e Francesco Piantoni. Il lavoro non è semplice, devono rivedere le perizie precedenti, analizzare i risultati raggiunti, per formulare ai nuovi periti domande che possano portare ad aprire nuovi spiragli.W.P.
|