mercoledì, 8 settembre 2010

La Strage di piazza Loggia

La Strage di piazza Loggia

Strage, in aula da domani le parti offese
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Il processo a sei imputati accusati di strage entra nel vivo: domani davanti alla corte d’assise la testimonianza delle parti offese FOTOLIVE

21/01/2009 | E ora sul grande palcoscenico della corte di assise di Brescia salgono gli attori principali. Domani le persone offese sfileranno davanti a giudici, pm, avvocati. Sarà sentito chi quella mattina del 28 maggio '74 era al comizio in piazza della Loggia. Davanti ai giudici parte di chi è rimasto ferito nello scoppio della bomba, o ha subito un danno morale. In linea teorica dunque, tutti i manifestanti presenti in piazza quel tragico giorno potrebbero essere ascoltati in aula, ma in concreto, ci sarà una forte scrematura, o meglio, una focalizzazione precisa. Si parla di una quindicina di persone.
TUTTO FA PENSARE che i primi a prendere parola saranno i feriti e, subito a seguire, i rappresentanti sindacali. La lista depositata in Procura e relativa alle persone offese è molto lunga (un centinaio di nomi), ma tra queste domani solo alcune saranno invitate a stendere pubblicamente il loro racconto nel processo che vede imputati per strage Delfo Zorzi, Francesco Delfino, Maurizio Tramonte, Giovanni Maifredi, Pino Rauti e Carlo Maria Maggi. Nella giornata di ieri, per gli avvocati di parte civile il lavoro di definizione della lista da presentare è stato davvero frenetico.
Del resto, il presidente della corte di assise, Enrico Fischetti, aveva espresso parole perentorie in merito. «Meglio abbondare che trovarsi senza persone da sentire». Questo in linea con la filosofia che il magistrato ha voluto conferire al processo sin dal primo momento. Se le udienze giornaliere durano in media sette ore, con buona approssimazione, di persone se ne possono sentire venti. Per evitare sprechi di tempo e di energie e per mantenere compatto il ritmo del giudizio in aula.
Parlerà certamente Enzo Romani che di quel 28 maggio di piombo porta ancora i segni. Ferite che per lui come per tutte le persone offese non sono soltanto fisiche. Sono soprattutto mentali. I tagli profondi dell'animo che non si possono curare e che non guariscono nel tempo. Si parlerà della pioggia, di un lampo, di un forte boato che all'improvviso ha sovrastato le parole dell'onorevole Franco Castrezzati. Si parlerà di sangue, di morti e di urla. Di gente che scappava e di chi copriva con le bandiere dei sindacati i corpi straziati dalla detonazione della bomba.
POTREBBE INTERVENIRE anche Manlio Milani, marito di una delle vittime e parte civile in causa. Una certezza e un dubbio nel cuore del presidente dell'associazione Caduti di piazza della Loggia. «Rendere la mia testimonianza sarà sicuramente un momento molto pesante dal punto di vista emotivo - precisa Milani -. Tornare a quella mattina è sempre un doloroso salto nel passato. Tuttavia necessario per la ricostruzione storica dei fatti». Il dubbio invece riguarda l'ammissibilità del suo racconto perchè come sottolinea lo stesso Milani, la difesa potrebbe avanzare delle obiezioni. «Io sono coinvolto in prima persona e in questi anni ho lavorato molto per portare avanti con la Casa della Memoria, il ricordo delle vittime e della tragedia. Forse qualche avvocato della difesa per guadagnare tempo sul giudizio esprimerà dei dubbi sulla mia testimonianza».
MOSSE STRATEGICHE a parte, i riflettori restano sicuramente puntati sul racconto dell'uomo. «Non ho paura che le mie parole vengano analizzate da giuristi che per lavoro devono essere professionali e distaccati - precisa Manlio -. Mi spaventa un po' l'emozione nel raccontare quello che ho vissuto». Al fianco di Milani saranno ascoltati anche gli altri familiari delle vittime. Non domani però. Non c'è abbastanza tempo per sentire tutti, ma il valzer di «testimoni» diretti e indiretti terrà banco nelle prossime settimane.
«Finalmente grazie ai racconti di chi era presente quel giorno riusciremo a ricreare all'interno dell'aula il clima che si respirava all'epoca - dice Milani -. Sarà un momento molto toccante. Con questi racconti, daremo un'anima a tutto il processo».