Manlio Milani con Marco Fenaroli ed Ernesto Cadenelli FOTOLIVE
03/12/2009Assente in aula una settimana fa alla riapertura dell'iter giudiziario, ieri la Cgil non è mancata al secondo dei tanti appuntamenti previsti nel calendario processuale. «Vogliamo anche la verità processuale perché quella politica è già stata detta - ha rilevato Marco Fenaroli, segretario Cgil -. La matrice della strage era fascista e l'obiettivo era quello di seminare paura proprio in occasione di una manifestazione che chiedeva lo stop alla violenza antioperaia». Fare luce dunque non tanto sul palcoscenico degli eventi quanto «dietro le quinte». Scoprire i mandanti della strage e gli uomini che hanno garantito le coperture ai veri colpevoli.
Secondo Fenaroli sarà necessario uno sforzo immenso da parte della magistratura, chiamata a riscrivere la storia italiana degli anni '70. «La nostra città era un epicentro dell'eversione fascista - ha aggiunto il segretario della Cgil -. Noi siamo qui oggi, come eravamo in piazza quel giorno». Una verità che per Ernesto Cadenelli deve emergere dal dibattimento, nonostante siano passati così tanti anni. Ma se di storia si deve parlare, una delle domande che risuoneranno più spesso lungo la rotta verso la verità, riguarda il contesto in cui si svolsero i fatti: perché colpire Brescia?
«Perché Brescia era parte di una strategia della tensione basata su attentati anche contro le sedi di partito - ha spiegato Cadenelli -. La classe operaia bresciana rivendicava diritti con lo sciopero in piazza». Per la Camera del lavoro percorrere un altro iter giudiziario ha ancora senso. «Prima di tutto perché questa dovrebbe essere la regola. La legge deve fare il suo corso e chiarire le responsabilità individuali - ha aggiunto -. Di sicuro rimane sempre amarezza. Che ci siano state coperture durante tutto lo stragismo italiano, è fuori discussione - ha concluso -. Basta vedere gli attentati a piazza Fontana e a Bologna». La prima iniziativa organizzata dalla Cgil per approfondire il tema è in programma martedì 9 alle 17 al salone Buozzi con la proiezione di «La strage di Brescia» curato da Carlo Lucarelli e presentato dall'avvocato di parte civile Federico Sinicato.