Manlio Milani, presidente dellassociazione familiari vittime strage
05/12/2009Accordo tra le parti fuori dall'aula di tribunale per decidere l'ammissione di prove e di testi? Per le parti civili è una scelta positiva.
«Indispensabile per la mole di lavoro che la magistratura si trova ad affrontare - ha rilevato Ugo Talenti, figlio di Bartolomeo -. La cosa davvero importante è che non vengano esclusi documenti rilevanti per l'accusa. Di certo è necessario un accordo minimo tra le parti, almeno per far iniziare il processo». Per Ugo, la proposta di realizzare una sorta di compromesso tra accusa e difesa può portare in poche parole a buoni frutti, ma nel caso in cui si presentasse il rischio di tralasciare documenti o testimoni rilevanti, sarebbe meglio evitare questo accordo, da raggiungere fuori dalle aule di tribunale. Impossibile sapere adesso qual è il materiale essenziale ai fini di una precisa ricostruzione di fatti e responsabilità. «Quello che l'accusa e le parti civili ritengano indispensabile», ha aggiunto Ugo.
LA FASE dibattimentale dovrebbe in teoria iniziare a gennaio, a condizione che in effetti le parti abbiano maturato un accordo sulla scrematura da effettuare nel mare magnum del materiale prodotto. Altrimenti, si paventano ulteriori rinvii. «Io mi auguro che accusa e difesa si mettano d'accordo sulla questione di ammissibilità di testi e documenti - ha continuato -. Vorrei almeno vedere l'inizio di questo nuovo processo». Per Manlio Milani, marito di Livia Bottardi e presidente della associazione Familiari vittime della strage, la proposta della corte deve essere vista come un «passo positivo nella misura in cui c'è disponibilità a non tagliare fuori dal processo elementi importanti, come suggerito dai due pubblici ministeri Piantoni e Di Martino. Il problema più grosso è quello di valutare comportamenti che risalgono a tempi lontani. Il processo deve tenere conto di questo».
Anche per Manlio Milani, la concreta possibilità che si arrivi a un accordo tra le parti in giudizio può essere una soluzione efficace per non veder naufragare lo sforzo della magistratura in un mare di carte e di dichiarazioni testimoniali. Per quanto riguarda la strategia di «patteggiamento» tra impianto accusatorio e difensivo, Milani non ha dubbi sulle rispettive mosse. «Noi che siamo parti civili, insieme all'accusa cercheremo di ottenere l'ammissione di tutto il materiale necessario alla ricostruzione complessiva delle vicende, secondo una logica contestuale. A piazza Loggia non si è arrivati per caso, ma attraverso una progettualità ben precisa. La difesa al contrario - ha aggiunto Manlio - cercherà di isolare i contesti».
Per Arnaldo Trebeschi, fratello di Giorgio, l'incontro tra le volontà di accusa, difesa e parti civili è sintetizzabile in tre parole: difficile, possibile e auspicabile. Per Arnaldo, le prime scremature avranno proprio ad oggetto le tanto discusse veline anonime, ossia quelle prive di firme e non riconducibili ai rispettivi autori. «Vista l'enormità di documenti e testimoni - ha detto - credo sia auspicabile l'accordo. Spero non tolgano troppo perchè anche in fase di dibattimento la difesa potrà proporre le sue eccezioni».