mercoledì, 8 febbraio 2012

La Strage di piazza Loggia

La Strage di piazza Loggia

«Le rivendicazioni? Son stato io, nessun ordine»

06/03/2009Spunta un nuovo volontino che rivendica la strage di Brescia, ma questa volta la paternità è certa. Prove tangibili, concrete, scritte nero su bianco. Volantini firmati Anno Zero-Ordine Nero ritrovati poco dopo lo scoppio della bomba. Due su tutti: uno spedito a Trieste e arrivato a destinazione il 29 maggio 1974, il giorno dopo la strage, e un altro infilato nella cassetta delle lettere di una casa vicentina. Su questi volantini si è concentrata l'attenzione degli inquirenti perché nel testo steso a mano c'è una vera e propria rivendicazione dell'eccidio.
«Ci siamo assunti non a caso la paternità della strage di Brescia, con ciò vogliamo dimostrare ai nostri avversari come le forze nazional-rivoluzionarie sanno agire al di fuori della legalità in cui ci ha posto il sistema - recita il volantino -. Il nostro fine ultimo è quello di sovvertire l'ordinamento dello Stato, disintegrare il sistema borghese e dar vita a una ristrutturazione ideale della nostra società. Anno zero ha perso il proprio organo di stampa ma non la voglia di lottare. Molta gente è confluita in Anno zero, ora siamo una vera organizzazione che saprà colpire al momento opportuno».
Ieri in aula Roberto Baldassare, residente in provincia di Vicenza, ha confessato senza alcuna titubanza di aver scritto quei volantini. Nel manifesto viene anche indicato come obiettivo prossimo la «ritorsione contro chi ha perpetrato soprusi nei confronti dei camerati Freda, Graziani, Mutti e Falica. La firma è duplice: Anno zero e Ordine nero, sezione Codreanu.
«L'ho fatto di mia spontanea iniziativa al di fuori di qualsiasi organizzazione politica - dice Baldassarre che nel 1975 fu processato per il reato di ricostituzione del partito fascista e per una serie di attentati minori -. Probabilmente attribuendo la strage di Brescia alla sezione Codreanu di Ordine nero - Anno zero, ho inteso "dare molta importanza" al movimento politico del quale all'epoca condividevo gli ideali». Il manifesto venne trovato da Manlio Morini il 1 giugno del 1974 nella cassetta postale della propria abitazione in viale Trissino a Vicenza, ma in occasione degli interrogatori in questura lo stesso risultò estraneo a qualsiasi coinvolgimento di tipo politico. Morini prima di recarsi in questura ricevette anche una telefonata che avvisava del volantino. Baldassarre ieri ha ammesso di aver fatto quella chiamata.
La circostanza che Baldassarre fosse l'autore dei volantini venne anche confermata da Mariano Battistello in occasione del suo arresto per detenzione di armi e munizioni. Nella sua casa vennero recuperati appunti recanti diverse scritte che facevano riferimento ai movimenti di estrema destra. Battistello disse agli ufficiali della questura di Vicenza che con buona probabilità i volantini di Anno zero vennero scritti da Roberto Baldassarre. Alla luce di questi nuovi elementi la procura intende adesso effettuare una serie di accertamenti per capire in modo particolare le circostanze relative al volantino inviato a Trieste il 29 maggio. Una tempistica strettissima su cui fare luce.