mercoledì, 8 febbraio 2012

La Strage di piazza Loggia

La Strage di piazza Loggia

Le Sam volevano il colpo di Stato

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L’aula della corte d’assise

08/04/2009 L'acronimo Sam (Squadre di azione Mussolini) è il termine utilizzato per descrivere due realtà associative che avevano quale comune denominatore la filosofia fascista. Nel secondo dopoguerra, si forma un primo raggruppamento composto dai reduci della Repubblica sociale italiana. Nel processo per la strage di piazza Loggia l'acronimo è invece citato in riferimento al secondo tipo di associazione, quella estremista e violenta che voleva il colpo di Stato negli anni di Piombo, degli scontri di piazza e del durissimo confronto tra le opposte fazioni: i rossi e i neri. Nel pieno della strategia della tensione il nome Sam viene dunque rievocato per fondare un movimento clandestino di ispirazione neofascista, attivo soprattutto in Lombardia.
Il fine ultimo è l'eversione, il mezzo sono le squadre composte da un numero variabile di persone e organizzate secondo scale gerarchiche molto rigide. Tra il 1969 e il 1974 le Sam rivendicano circa un'ottantina di attentati anche se dalle ricostruzioni storiche pare che dietro alla medesima etichetta si celassero diversi movimenti indipendenti tra loro. Nel 1971 la giunta regionale lombarda presenta i risultati di una indagine: nei due anni precedenti vi sono stati 400 episodi di violenza neofascista. Uno ogni due giorni. Poco dopo alcune bombe rivendicate dalle Sam colpiscono l'abitazione del procuratore generale di Milano, Luigi Bianchi d'Espinosa che aveva incriminato il segretario nazionale dell'Msi Giorgio Almirante e altri dirigenti per ricostituzione del partito fascista.
ANCHE A BRESCIA le Sam lasciano la loro «firma», pochi mesi prima dell'attentato in piazza Loggia. È il 15 febbraio e un ordigno, poi rivendicato dal movimento squadrista, esplode fuori da un supermercato. Membro di spicco delle Squadre mussoliniane e personaggio di rilievo nel processo di piazza Loggia, Giancarlo Esposti che il 30 maggio 1974, due giorni dopo l'eccidio nella piazza bresciana, cade ucciso nel conflitto a fuoco con le forze dell'Arma a Pian del Rascino. Una circostanza ancora avvolta dal mistero. Secondo la testimonianza resa ieri da Ettore Malcangi pare che qualcuno avesse sparato a Esposti da posizione defilata, lui rispose e fu freddato con un colpo dietro l'orecchio.P.CAS.