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«Io, amico di Buzzi ma fino al 1973»
Il pm Roberto Di Martino
01/05/2009‹‹In tutti i traffici che faceva mi lasciava sempre fuori. Si diceva fosse un trafugatore di opere d'arte ma io non ne ero a conoscenza e comunque non l'avevo mai visto rubare. Gran parte delle cose su di lui le ho sapute dai giornali. La mia famiglia poi non era d'accordo sul fatto che io lo frequentassi. Il motivo? La sua reputazione che non era sicuramente del "buon samaritano"››. NON RICORDA TANTO Paolo Pederzani quando parla di quello che per un certo periodo della sua vita fu un amico: Ermanno Buzzi condannato nel primo processo alla strage di piazza Loggia e poi assolto in appello. Un periodo limitato che dura qualche anno dalla fine del ‘60 ai primi del '70 quando i due vivono vicini. L'Ermanno Buzzi in questione è quello che il 13 aprile 1981 all'interno del supercarcere di Novara viene ucciso da Mario Tuti e Pierluigi Concutelli perché indicato come un «infame». In verità pare che la questione sia più complessa: in attesa del giudizio di appello Ermanno Buzzi è in procinto di fare importanti rivelazioni sull'eccidio di piazza Loggia. «Quando scoppiò la bomba io non frequentavo più Buzzi da almeno un anno» racconta però Pederzani. A causa del controverso personaggio il teste finisce anche nei guai nel 1970 durante il servizio militare come paracadutista. a Livorno ‹‹Lui era molto abile nel comunicare e nel giro di poco si fece amici alcuni ufficiali. Pare si sia intrufolato in caserma in divisa. Per questo io venni processato e condannato a pena punitiva. Fui quasi accusato di favorire lo spionaggio di Buzzi››. Pederzani entra anche nel giro milanese di Carlo Fumagalli, motivo per cui anche il teste compare nel processo Mar ottenendo però il proscioglimento in istruttoria. «Se ben ricordo, Fumagalli stava escogitando l'eversione bianca - aggiunge Pederzani -. So che lui, Kim Borromeo, Giorgio Spedini e Mauro Colli vennero arrestati per detenzione di esplosivo ma io avevo già abbandonato da tempo la combriccola perché in quel giro accadevano cose losche».P.CAS.
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