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Strage, Maifredi sta male Escluso per altri 4 mesi
Luigi Falica, sentito ieri per quasi sei ore: nel 73 era il responsabile di Ordine Nuovo per il Nord FOTOLIVE
07/05/2009Giovanni Maifredi è fuori dal processo per la strage di piazza della Loggia. Almeno per quattro mesi. La «separazione» della posizione di Maifredi è stata decisa ieri dai giudici della corte d'assise chiamati a giudicare per concorso in strage Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti. Maifredi non sta bene, la perizia medica disposta dalla corte d'assise ha stabilito che l'imputato, già separato dagli altri cinque imputati lo scorso 21 aprile, non è in condizioni di partecipare coscientemente al processo. IL RISULTATO della perizia è stato illustrato ieri mattina in aula dalla dottoressa Silvia Perotti, incaricata dalla corte di valutare le condizioni di salute dell'imputato. «Ho visitato Giovanni Maifredi nella sua abitazione in Liguria - ha fatto sintesi il medico della Medicina legale dell'Università di Brescia -. L'ho trovato molto provato e affaticato, tanto che la visita è stata piuttosto complicata. Ho dovuto ricorrere anche all'aiuto della convivente di Maifredi». La dottoressa Perotti ha spiegato che la visita è durata mezz'ora, che il paziente-imputato è sottoposto a ossigenoterapia, che presenta diverse patologie, come anticipato dai certificati medici presentati dalla difesa. Per il medico Maifredi si trova in una fase pre-terminale e sussiste «un impedimento a comparire in aula e a partecipare cosciente al processo». Sentito il perito e acquisita agli atti la perizia, la corte ha ritenuto che «sussiste un legittimo impedimento a comparire dell'imputato conferma la separazione dal processo e rinvia il 22 settembre per una verifica delle condizioni di salute dell'imputato Maifredi». IN SOSTANZA gli imputati del processo per l'attentato del 28 maggio 1974, costato la vita di otto persone, restano cinque, ma non è escluso che Maifredi, nel successivo accertamento medico, possa tornare sul banco degli imputati, se le sue condizioni di salute lo permetteranno. In caso contrario la corte prenderà un'altra decisione. Il processo, comunque prosegue e ieri i pubblici ministeri Roberto Di Martino e Francesco Piantoni hanno chiamato a deporre Luigi Falica, bolognese di 67 anni, che nel '73 teneva le fila di Ordine Nuovo per tutto il Nord. Per l'accusa proprio gli ordinovisti veneti, sotto la guida di Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi (imputati nel processo con Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti) organizzarono con la collaborazione e la copertura dei servizi segreti deviati la strage di piazza della Loggia. Falica è stato sentito a lungo sull'organizzazione di Ordine Nuovo e sulle sue conoscenze con Delfo Zorzi e con Maggi. «Zorzi l'ho incontrato alcune volte - ha detto - era il referente di Ordine Nuovo per la zona di Mestre, anche se fisicamente si trovava a Napoli dove frequentava la Facoltà di Lingue orientali». Nessuna conoscenza, invece, con Maggi. «So chi è, ma non l'ho mai conosciuto personalmente. E quando nel '73 ricevetti le consegne di Ordine Nuovo da Massagrande, mi venne spiegato che Maggi non era gradito perchè era amico di Franco Freda e quindi favorevole alla scelta stragista». Falica ha pure dovuto ricordare quanto sentito una sera a casa di Freda: «La strage di piazza Fontana venne definita un errore, ma che comunque non era rilevante perchè erano morte persone che non valevano niente». I pm hanno interrogato Falica anche sulla presunta «confessione» di Cesare Ferri sulla strage di Brescia. «Ho saputo di questa confessione da Stefano Delle Chiaie - ha concluso Falica - e mi disse che era stata estorta in carcere a Ferri. Penso che a obbligare Ferri a scrivere sia stato Mario Tuti». Davanti ai giudici della corte d'assise anche i due fratelli Fadini, Adalberto e Danilo, condannati nei primi anni Settanta per l'attentato del 4 febbraio '73 alla sede del Psi di Brescia. Legami con ordinovisti veneti e il Mar?. «Nessuno» è stata la risposta dei due fratelli.
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