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04.07.2009

Perchè non si può
abbandonare un animale

Cane abbandonato
Cane abbandonato

«Il livello di civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre per gli animali» diceva Gandhi. Purtroppo le cifre relative agli abbandoni estivi dei cani, sembrano testimoniare che la grandezza della nostra nazione e del nostro progresso morale sono un disastro, sotto zero, da paura!
Per contrastare il fenomeno, ecco qualche informazione al riguardo, basata anche sull’esperienza e sull’osservazione di quanto succede al Canile San Rocco di Calcinatello. Qui, quasi ogni giorno, vengono abbandonati cani , circa 300 la scorsa estate. E’ una vergogna! Ci si stupisce ed avvilisce sempre, ma purtroppo, all’esterno, questi fatti non fanno quasi più scalpore, nemmeno notizia, perché la gente si stanca di sentirli, si desensibilizza e un poco alla volta, dallo sdegno, passa all’indifferenza. Fortunatamente c’è chi non si dà per vinto, batte il chiodo, non si stanca di affrontare l’argomento dell’abbandono degli animali domestici e si attiva per combatterlo.
L'abbandono. Cerchiamo di capire cosa può provare un cane abbandonato, paragonandolo ad un bambino ed immaginando cosa succede ad un essere che si sente all’improvviso lasciato in mezzo ad una strada, da solo, o all’esterno di una casa , di notte… perché non lo vogliono più… Non dovrebbe essere difficile identificarsi anche solo per un attimo, visto che siamo stati anche noi bambini e che abbiamo avuto tutti episodi più o meno gravi di allontanamento o di rifiuto, se non proprio di abbandono. Non è eccessivo paragonare un animale domestico ad un bambino: un animale non parla, forse non ragiona, e in questo caso è meglio, si esprime solo a livello non verbale, ma si emoziona, prova sentimenti, sensazioni, dolore, fino ad urlare per la disperazione e questa sofferenza si ripercuote sulla sua esistenza e sulla società. Forse gli animali non ricordano il fatto, non riescono a ricostruirlo, non hanno rancori, ma sicuramente soffrono e si capisce se sono stati maltrattati o hanno subito un abbandono proprio quando, se si ripresenta la stessa condizione, manifestano molta paura e stanno male. Anche le bestie rivivono i momenti belli o brutti e basta osservarli un poco per capire.
Un cane abbandonato, come un bambino, può dimenticare, ma rimane traumatizzato e spaventato; se la circostanza si ripresenta, riprova lo stesso dolore, anzi, di più, perché ritorna anche il precedente. E, come un bambino, se ferito, può diventare sospettoso, diffidente, aggressivo, addirittura pericoloso da adulto; può deprimersi, indebolirsi e, se non ritrova condizioni affettive ed ambientali favorevoli, può ammalarsi e perfino morire. Se cresce ha bisogno di molte cure, attenzioni ed amore per riprendersi e ritrovare fiducia. Al canile di Calcinatello si ha conferma di questo tutti i giorni. Gino, uno dei volontari, dice semplicemente che, come è utile ogni tanto andare all’ospedale a vedere chi sta male, sarebbe utile anche andare ai canili a vedere come stanno i cani abbandonati. 
Dietro ad ogni abbandono c’è una storia triste, ma non basta accusare, non basta sdegnarsi, non basta sentirsi a posto perché non si fa del male a nessuno. Bisogna tamponare, rimediare, dare il buon esempio, fare qualcosa di buono, rivolto a chiunque, schierarsi, non demoralizzarsi, non avere paura, reagire ed agire, tirare fuori il meglio di sé ed essere orgogliosi di far parte di un gruppo per bene, che stupisca anche le persone più scettiche o ciniche e soprattutto faccia riflettere quelle malate nei sentimenti o cattive nei comportamenti. Chi si prodiga per gli animali è sensibile anche verso gli uomini, mentre non è detto che avvenga il contrario. In ogni caso, quelli che lavorano nel sociale vanno rispettati allo stesso modo, proprio perché si danno da fare su un fronte che interessa e coinvolge tutti. E’ vero che ci sono bambini che muoiono di fame, ma ci sono anche animali maltrattati ed abbandonati. Sensibilizzare gli animi su un tema è importante quanto su un altro e porta, piano piano, ad impegnarsi nel tempo anche su altri fronti. L’ideale sarebbe di potersi occupare di entrambe le cose e protestare contro ogni forma di ingiustizia, ma non si può fare tutto. Quando Adelina, la proprietaria del canile, arriva al mattino, ha quasi sempre un tuffo al cuore, non perché trova un cane abbandonato, ma per lo spettacolo che le si presenta e per quello che prova il cane: è un animale spaventato, sofferente, perso, disperato. Spesso urla e non si lascia avvicinare. Questa situazione lascia sempre sgomenti ; non ci si abitua. L’accoglienza non compensa il tradimento, almeno non subito. Il trauma è forte da superare, talvolta impossibile quando le difese immunitarie del cane calano al punto che non reagisce e si lascia morire.
La stessa scena la si ritrova per la strada: le dinamiche e l’atteggiamento dell’animale sono identici, anche se le conseguenze di questo genere di abbandono possono essere molto più gravi, per l’animale stesso e per le persone. Di solito succede questo: fa caldo. Sulla strada si sente strombazzare. Una frenata! Un automobilista devia e forse gli va bene. Un cane barcollante sussulta e si sposta, se non viene investito. Ha la coda fra le gambe, vaga a zig zag e non annusa. E’ perso nel vuoto: E’ un cane abbandonato!
Che fare? Fermarsi e chiamare subito il 112, oppure telefonare alla Polizia locale, numero che tutti dovrebbero avere con sé per qualsiasi emergenza. Poi aiutarlo avvicinandosi con pazienza e dolcezza, offrendogli acqua e cibo, allontanandolo dalla strada, conquistandolo con la sensibilità che si è avuta nel fermarsi per soccorrerlo. Si può anche inviare un sms al 3341051030 (prontofido ), dando naturalmente tutte le coordinate, e sarà inoltrato alla polizia stradale che interverrà per il recupero, se ne avrà il tempo e la possibilità. Oppure si può telefonare al 3478883546 e in caso di animale ferito allo 0372460440 per avere un’indicazione sui veterinari di zona. E’ importante denunciare il fatto se si identifica la persona o prendere il numero di targa e sporgere querela. Infatti la legge 189 del 2004, prevede pene e sanzioni molto severe e tale reato è punito con un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, mentre per il maltrattamento è prevista una multa da 3.000 a 15.000 euro e la reclusioni da tre mesi ad un anno.
Già l’estate scorsa, in questo periodo, erano state attivate ronde antiabbandono su autostrade, svincoli e tangenziali e 450 volontari sorvegliavano i luoghi più a rischio, di giorno e di notte. Quest’anno ci si sta organizzando ancora di più, perché nel ponte del 2 Giugno si è verificato il record dei cani abbandonati: circa 500 in tutta la penisola. Lo ha annunciato l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) che è stata assalita da segnalazioni. Inoltre la legge 281 obbliga ogni comune ad occuparsi dei cani e curarli, vietandone la soppressione, quindi non bisogna pensare che un animale libero stia meglio di un animale assistito. E’ importante sapere tutto questo, sapere che la legge interviene, punitiva e propositiva e che anche le istituzioni si danno da fare per arginare e risolvere il problema con risposte sensate, spiegando come si può intervenire per guarire questa piaga sociale.
La nuova legge del sottosegratario alla Giustizia è di grande civiltà perché le norme corrispondono ad istanze fortemente sentite dalla società. Questa legge punisce anche tutti i casi di morte di animali per crudeltà, ma anche le torture e la sottomissione degli animali a lavori intollerabili. Fuorilegge le sevizie (al canile è arrivato un dobermann con bruciature di sigarette), i combattimenti e le competizioni non autorizzate (molti cani sono abbandonati perché troppo buoni). E lo stesso è per la detenzione di animali in condizioni inadeguate (un cane che ha vissuto in una stanza al buio per anni non aveva più il pelo, solo la pelle: adesso è stato adottato da un volontario e sta bene). E’ importante non sentirsi soli nella lotta contro l’abbandono degli altri animali domestici, come lo è per qualsiasi altra lotta nella vita, personale e non.
Le iniziative. Vi sono molte altre iniziative, proposte ed indicazioni e sono sempre più diffuse e fattibili: - si sta creando un 118 per animali, a disposizione di tutti coloro che vedono un animale maltrattato od abbandonato, od oggetto di speculazione; - si sta muovendo molta gente dello spettacolo e della politica; - è prevista la costruzione di canili pubblici, legge 376 del 2003, e sono già oltre 200 i progetti accolti; - un numero verde, 800992223, fornisce tutte le indicazione relative agli alberghi, ai campeggi, che accettano animali, alle pensioni, ai veterinari, ai pronto soccorso, ai canili e gattili; - è sempre più facile andare in vacanza con il proprio amico a quattro zampe, senza disperarsi o dover confidare sul buon cuore altrui. L’Associazione italiana per la difesa animali-ambiente mette a disposizione degli sportelli on-line per coloro che cercano informazioni su come viaggiare in Italia e nel mondo con gli animali, ma anche per coloro che si preoccupano di tutelare gli animali in condominio; - si sono rese amiche anche molte spiagge libere ai cani e su internet si trova tutto l’elenco dettagliato; - c’è in corso una proposta di legge, un bonus dog: la pensione estiva del micio o del cane si potrà scaricare dalle tasse fino a 250 euro; - chiunque può andare da un veterinario di zona per chiedere informazioni per alloggi estivi. Anche il canile di Cacinatello, nel suo piccolo, ha in mente di fare qualcosa in tal senso: forse, dall’anno prossimo, si metteranno a disposizione dei box per ospitare cani per brevi periodi, facendo pagare un contributo, che favorisca sia gli ospiti provvisori che i fissi. Ricordiamo il sito: www.caniledicalcinatello.it Per informazioni ecco i numeri di alcuni volontari: Adelina 333 7279612 Benedetta 3386288388 Elisa 3394031530.
Concludendo. A chi ha abbandonato un animale o pensa di farlo, metto una pulce nell’orecchio da parte di tutti gli animali del mondo: «Essendo tu un pessimo esempio per i tuoi figli e per quelli della nuova generazione, non meravigliarti se ti toccherà la stessa sorte, quando sarai vecchio, inutile o scomodo, perchè se è vero che il bene torna, come il male, chi la fa… l’aspetti!»
Mariella Pasini

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