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31.03.2009

«Stop alla tratta di cuccioli»


 La Lav chiede di stoppare il fiorente traffico di cuccioli tra l'Italia e alcuni paesi dell'Est
La Lav chiede di stoppare il fiorente traffico di cuccioli tra l'Italia e alcuni paesi dell'Est

Contrastare il randagismo e la tratta dei cuccioli attraverso misure di controllo più severe e rigide. La Lega antivivisezione continua la sua battaglia e lo fa nel contesto di una campagna estesa a livello nazionale. Il business illegale mobilita ogni anno un traffico dal valore di 300 milioni di euro. Nel giugno 2007 la Guardia di finanza di Bologna, al termine di una indagine quinquennale, ha smantellato una vasta rete clandestina, recuperando un milione e 300 mila euro di ricavi non dichiarati, per un totale di 70 mila cuccioli coinvolti. I dati del ministero della Salute sul commercio legale restano però allarmanti.
NEL 2007 il totale tra cani e gatti arrivava a quota 26.397, mentre nel 2008 si è fermato solo a 951. Un calo drastico del commercio "pulito" che fa preoccupare. Anche alla luce di questi numeri la Lav chiede adesso con fermezza nuovi provvedimenti per chiudere definitivamente i «rubinetti» alla tratta dei cuccioli. Sono state più di trecento le piazze italiane in cui la Lav ha allestito sabato e domenica i banchetti per la raccolta di firme. Precise le richieste della petizione popolare. Al fianco di una moratoria sulla vendita di cani e gatti e sulle importazioni clandestine viene chiesta l'introduzione del reato di traffico di animali da compagnia, al fine di perseguire chi, attraverso sistemi organizzati, introduce in Italia e destina al commercio cuccioli acquistati nei paesi dell'Est. Urgente secondo la Lav l'emanazione di un decreto legge in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani. Ultime, ma non per importanza, la sterilizzazione obbligatoria dei cani su territorio nazionale e le campagne di sensibilizzazione per incentivare l'adozione dai canili.
«C'È UN TRAFFICO spaventoso di cani provenienti dai Paesi dell'Est - dice Nicoletta Del Vecchio, attivista della Lav di Brescia -. Centinaia di cuccioli stipati in condizioni disumane nei camion e nei container vengono poi venduti in Italia a prezzi gonfiati. Un barboncino che in Ungheria costa 15 euro, da noi si vende a 300, ma per alcuni cani si arriva anche 500/600 euro». Il traffico clandestino è esteso a tante razze: labrador, pastori tedeschi, volpini, carlini e beagle sono i più richiesti.
«DOBBIAMO difendere il principio morale secondo cui un essere vivente non può costituire oggetto di compravendita - aggiunge -. E poi la tratta degli animali comporta anche seri problemi sanitari. Spesso i cuccioli introdotti illegalmente in Italia contraggono malattie gravi durante il trasporto. Molti non sopravvivono». In vista delle prossime elezioni europee in programma a giugno, la Lav chiederà inoltre ai candidati di tutti gli schieramenti politici un impegno preciso sulla questione.
«Vogliamo che le norme comunitarie siano interpretate e applicate in maniera omogenea in tutti i paesi dell'Unione e che siano rivisti gli standard dei microchip in modo da rendere completa e sicura la tracciabilità dei cuccioli».
Per ulteriori informazioni c'è il sito www.lav.it.

Paola Castriota

Paola Castriota
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