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Cascina Belmonte,
metti una sera
a cena col futuro

27.06.2016

Cascina Belmonte,
metti una sera
a cena col futuro

Enrico Di Martino, giovane viticoltore del lago di Garda
Enrico Di Martino, giovane viticoltore del lago di Garda

Ogni anno si tiene in Italia una competizione che si chiama S. Pellegrino Young Chef: l’obiettivo della gara è scoprire e valorizzare i nuovi talenti dell’alta cucina. L’evento si svolge «a tappe» e si è appena conclusa la finale italiana: il vincitore si chiama Alessandro Salvatore Rapisarda ed è lo chef del Ristorante Café Opera di Recanati, in provincia di Macerata. Nonostante abbia solo 29 anni, ha lavorato con alcuni dei cuochi più importanti del mondo. Alcuni esempi? Con Enrico Crippa, chef 3 stelle Michelin del ristorante Piazza Duomo ad Alba, con Martin Berasategui, chef 3 stelle Michelin di San Sebastian e con Sébastien Chambru del ristorante Le Moulin de Mougins, allievo a sua volta del mitico Roger Vergé, considerato uno dei più grandi cuochi del XX secolo. Alessandro il prossimo 13 ottobre rappresenterà l’Italia alla Gran Finale di Milano, che vedrà sfidarsi 20 giovani cuochi da tutto il mondo – dalla Russia al Giappone - per il titolo di S. Pellegrino Young Chef 2016. Perché vi dico tutto questo? Perché penso che sia dai giovani e dai «piccoli» che dipenda il nostro futuro. E così, mentre migliaia di persone sono in coda per salire sulla passerella di Christo sul lago di Iseo, mi sono diretta dalla parte opposta, sul Lago di Garda, dove un gruppo di giovani ha deciso di organizzare una piccola-grande cena con prodotti del territorio, creando un’occasione per divertirsi in modo semplice e parlare di natura e sostenibilità. L’incontro si è svolto a Cascina Belmonte, di proprietà di un giovane viticoltore di 33 anni, Enrico Di Martino, che ha deciso di lasciare la carriera forense per dedicarsi alla produzione di vini biologici, senza l’utilizzo di pesticidi chimici. È incredibile come l’energia di alcune persone riesca a catalizzare altre energie «simili» e positive, che danno vita a qualcosa di nuovo e di unico. E, così, un sabato sera estivo, mi sono trovata immersa nel verde, davanti a una magnifica tavolata tra i vigneti di Muscoline, con un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 38 anni, appassionati di vino e di prodotti bresciani. Sul tavolo non c’erano preparazioni gourmet, ma il pane di Beniamino Bazoli di Odolo che usa solo lievito madre e crea pagnotte e filoni profumatissimi, che riportano alla memoria ricordi antichi. Come accompagnamento il salame da maiali allevati bradi e i buonissimi formaggi dell’azienda agricola «Le due casine», che sorge a 1000 metri di altitudine, nella «terra di mezzo» tra i tre laghi d’Idro, di Garda e di Valvestino. L’allegra compagnia sta per mettersi a tavola e una forte folata di vento, di questa strana e piovosa estate, spazza via con una manata violenta tutti i bicchieri, che cadono al suolo, infrangendosi con un rumore metallico. La pioggia inizia subito a scrosciare. Silenzio tra gli ospiti. Ed ecco che, il miracolo dell’«energia giovane» torna a brillare. Velocemente, ciascuno prende un piatto e un bicchiere, agguanta i formaggi, i cestini del pane e le bottiglie di vino. Ci si sposta nella cucina della cascina. La stanza è piccola, forse troppo piccola per un gruppo di più di trenta persone, eppure si crea un’energia magica. Qui conosco Edoardo, di 16 anni, che frequenta il corso di enologia all’Istituto Pastori e sogna di lavorare nelle grandi cantine bresciane. La mamma Deborah lo accompagna, sostenendolo e facendo in modo che possa seguire le sue passioni. Prende poi la parola Marco Meneguz, 27 anni, naturalista con dottorato di ricerca nell’utilizzo degli insetti come nuova fonte alimentari per gli animali. A Cascina Belmonte ha creato il «Farm Nature Plan»: si tratta di un percorso naturalistico che porta dal bosco alle vasche di raccolta dell’acqua piovana, dove si possono vedere le rane e le salamandre, fino al giardino delle farfalle. Durante le sere d’estate questi ragazzi organizzano una visita notturna particolarmente suggestiva: con dei teli bianchi e lampade a raggi «uv» attirano le falene e gli insetti notturni e poi si passa allo studio del terreno con un microscopio «usb» attaccato al computer che permette di ingrandire la micro fauna del suolo. Tra i volti entusiasti di questa serata c’è la giovane Elisa Carturan, padovana che vive a Toscolono, laureata scienze forestali. Nelle domeniche estive, sempre a Cascina Belmonte, organizza un corso di Ecoprinting per bambini: durante la passeggiata i piccoli raccolgono foglie, radici, fiori e bacche, che vengono poi utilizzate per colorare i tessuti. La tecnica è semplice: si fa un «fagotto» che contiene i vari elementi naturali e si fa bollire per circa 1 ora. Poi si attende una settimana prima di aprirlo e guardare il disegno che si è creato sulla tela. «Per i bambini è una bellissima attesa – spiega sorridendo Elisa -. Durante il pomeriggio raccontiamo curiosità su piante, fiori e insetti: i piccoli si divertono, imparano e passano un pomeriggio indimenticabile. La loro curiosità e la loro energia ci rende ancora più felici e decisi a continuare questa avventura che unisce passione e rispetto per il nostro territorio». Tutte le attività sono aperte al pubblico e per informazioni si può telefonare al numero 333-5051606 o scrivere a info@cascinabelmonte.it.

 

 

Annalisa Cavaleri CRITICO ENOGASTRONOMICO

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