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Felter cucina per
una buona causa
e per il Garda

03.06.2016

Felter cucina per
una buona causa
e per il Garda

Matteo Felter, chef del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera
Matteo Felter, chef del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera

Chi lo dice che mangiare di gusto faccia bene solo allo stomaco? C’è un appuntamento che dimostra il contrario. Ogni anno, infatti, Vico Equense, un bellissimo paese affacciato sul mare in provincia di Napoli, diventa la meta di tanti chef italiani, pronti a cucinare per una buona causa. L’evento si chiama «Festa a Vico» e nasce dall’idea di Gennaro Esposito, chef stellato dal grande cuore, che crede che la cucina possa diventare anche un modo per aiutare gli altri. Così, anche quest’anno, dal 29 al 31 maggio, si è rinnovato l’appuntamento che unisce gola e beneficenza: l’offerta minima di 15 euro dà la possibilità di assaggiare 4 piatti e aiutare l’Associazione Sostenitori Ospedale Santobono Onlus, Noi con Voi per le MICI, l’Associazione alla Lotta ai Tumori del Seno, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e l’Istituto dei Tumori di Napoli. La «tre giorni» di allegria e raccolta fondi culmina in una cena a più mani, che vede protagonisti alcuni degli chef stellati più importanti d’Italia: Andrea Berton, Francesco Bracali, Bobo e Chicco Cerea, Pino Cuttaia, Nino Di Costanzo, Oliver Glowig, Valentino Marcattilii, Riccardo Monco e Alessandro Della Tommasina, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Niko Romito, Davide Scabin, Sandro e Maurizio Serva, Salvatore Tassa e, naturalmente, l’organizzatore Gennaro Esposito. Per questa edizione sono stati più di 400 gli chef accorsi nella cittadina napoletana e, naturalmente, il contributo è arrivato anche da Brescia. Tra gli ospiti, Gaetano Torrente, che gestisce a Erbusco la locanda di mare «Burro & Alici», che ha fatto degustare le Penne con bottarga, tartare di tonno e limone. Alla buona causa ha deciso di dedicarsi anche il bresciano Matteo Felter, executive chef del Grand Hotel Fasano, 5 stelle di Gardone Riviera. Dal 2007 Felter gestisce con la sua brigata tutta l’offerta ristorativa della struttura e, in particolare, quella del ristorante «Il Fagiano». Come tutti gli chef emergenti, Felter ha cucinato il suo piatto in un negozio del centro storico, un modo per celebrare il Made in Italy a 360 gradi. Per tutta la durata della festa, infatti, i cuochi si sono «insediati» in negozi di abbigliamento, calzature, alimentari e artigianato, trasformandoli in piccole cucine da cui offrire golosi street food. «Festa a Vico è una bella occasione per incontrare i colleghi e divertirsi facendo del bene – dice Felter -. Sono stato molto contento di ricevere l’invito come chef emergente. Il mio piatto per l’evento è stato una Tartare di vacca vecchia, con crumble di alga yakinori, tartufo estivo e maionese al lime, un finger food estivo che unisce il sapore deciso della carne ai gusti più esotici di alga e lime». Un piatto raffinato ma concreto, che è piaciuto molto al pubblico. Felter sta attirando l’attenzione su di sé per una cucina elegante, ben ancorata al nostro territorio. Non ha paura, ad esempio, a confrontarsi con il coregone di lago, un pesce grasso e difficile da gestire, che al suo ristorante propone in tre versioni: la scaloppa affumicata al legno di vite, cotto a bassa temperatura con olio alle nocciole e crudo in tartare. Ma non è finita qui: riesce a dare un tocco speciale, grazie alla tecnica dell’affumicatura diretta, anche alla Trota di lago servita con la sua bottarga, su crema di patata montata all’olio. Felter è uno di quegli chef profondamente legati al territorio, che aiutano a portare lontano le nostre eccellenze: un altro dei suoi piatti di punta, infatti, sono i ravioli fatti in casa con ripieno di noci di Macadamia e Bagòss stravecchio su crema di piselli. Ecco la forza della cucina e il potere della gola: chi lo dice che, un gourmet arrivato a «Festa a Vico» per scoprire nuovi piatti, non decida – incuriosito - di fare un viaggio nelle nostre zone e sui nostri bei laghi di Garda e Iseo per assaggiare i prodotti e i piatti tipici? Ci auguriamo che ciascuno dei nostri cuochi, nessuno escluso, possa diventare, anche grazie a questi eventi estivi, il motivo del viaggio per un goloso perduto, pronto a mettersi sulla strada della buona cucina bresciana.

 

Annalisa Cavaleri CRITICO ENOGASTRONOMICO

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