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Ghizzardi e Corsini
(Caffè Agust)
re del Cup Tasting

05.02.2016

Ghizzardi e Corsini
(Caffè Agust)
re del Cup Tasting

Nel cup tasting bisogna scoprire la miscela diversa fra tre tazzine
Nel cup tasting bisogna scoprire la miscela diversa fra tre tazzine

È iniziato tutto nel 1956 dalla passione per il caffè di Augusto e Mariarosa Corsini, due bresciani che decisero di aprire un piccolo negozio di lavorazione artigianale definendosi «la più piccola torrefazione con il miglior caffè». Oggi quella «piccola torrefazione» ha fatto strada, è cresciuta sia per grandezza sia per fatturato e inizia ad essere conosciuta fuori dai confini della provincia come un’eccellenza bresciana.

L’ultima soddisfazione della torrefazione Caffè Agust - che ha sede in via Antonio Allegri - è la vittoria di due suoi protagonisti, Alessandro Ghizzardi e Alessandro Corsini, alla finale del Campionato Italiano Cup Yasting che si è tenuta il 26 febbraio al Sigep, l’importante fiera dedicata a gelateria, pasticceria e panificazione artigianali. Il Cup Tasting è l’arte di riconoscere il caffè attraverso gusto e olfatto, a tutti gli effetti una sfida per scegliere il miglior sommelier del caffè di tutta Italia. Ogni evento comprende la degustazione di ben 24 tazze di caffè, suddivise in 8 «triplette», cioè tre tazzine una vicina all’altra con un contenuto che non viene identificato in alcun modo. Per ogni «tripletta» è necessario individuare quale delle tre tazze contiene una miscela diversa rispetto alle altre. L’edizione 2016 ha visto sul podio proprio i due giovani bresciani, entrambi formati e allenati nello spazio che Caffè Agust dedica alla formazione. Al secondo posto è arrivato Alessandro Ghizzardi, già campione italiano lo scorso anno, che ha riconosciuto 6 tazze su 8, lo stesso punteggio del vincitore, ma in un tempo maggiore, cioè in 7 minuti e 22 secondi. Al terzo posto Giovanni Corsini, titolare di Caffè Agust e nipote del fondatore Augusto Corsini, anch’egli con 6 tazze su 8, ma con un tempo di 7 minuti e 49 secondi. Un bel successo, che fa capire che si sta camminando nella direzione giusta, visto che la storica azienda bresciana dedica da anni una particolare attenzione alla formazione, con corsi per baristi e giornate di formazione sull’analisi sensoriale del caffè. Non mancano i corsi di latte art, cioè l’arte di creare immagini e figure sul cappuccino, utilizzando semplicemente la lattiera e giocando con il colore a contrasto del latte e del caffè. «Un barista preparato e in grado di riconoscere la qualità di un caffè è una risorsa importante per il proprio cliente, ma anche per i torrefattori che lavorano puntando sulla qualità perché sarà in grado di valutare veramente il prodotto, riconoscendone pregi e difetti, e di smascherare le miscele mediocri - spiega Marco Corsini, titolare di Caffè Agust insieme al figlio Giovanni -. Proprio per questo puntiamo molto sulla formazione di chi andrà a scegliere e preparare il caffè per il consumatore finale».

Quest’anno l’azienda festeggia il traguardo dei 60 anni dalla fondazione e i titolari promettono eventi e corsi non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati e i curiosi, in modo da permettere a tutti di toccare con mano che, dopo due generazioni, l’artigianalità del prodotto resta il punto fermo della produzione. Tra «gli assi» della torrefazione, la grande attenzione al biologico e al rispetto dell’ambiente, iniziata quando ancora non era «di moda». Già nel 1999, quando di biologico non parlava quasi nessuno, l'azienda bresciana ha inaugurato una nuova linea di caffè interamente proveniente da agricoltura biologica, equosolidale e con gli incarti a impatto Zero® per l’ambiente, chiamata «Natura Equa». Un passo a lungo meditato già negli anni precedenti, ma che non era stato possibile realizzare fino ad allora in quanto le materie prime disponibili sul mercato non raggiungevano gli standard qualitativi che Agust si era imposta di rispettare. Oggi lavorare il biologico è più semplice, i coltivatori certificati sono tanti, perché, si sa, quando i consumatori chiedono, il mercato risponde. «Valori come l’equità, la sostenibilità ambientale, la passione per la qualità, la correttezza e il piacere dei rapporti interpersonali sono principi che mi appartengano e che pertanto cerco di trasferire nella mia azienda - conclude Corsini -. C’è una continua ricerca del punto di equilibrio tra gli opposti: tra le esigenze del lavoro e il piacere della famiglia, tra il profitto e la soddisfazione personale, tra leggi di mercato e la sostenibilità di ogni azione. Noi cerchiamo sempre di dare il massimo».

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