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22.12.2016

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Il presepe vivente di Urago d’Oglio vanta una lunga storia: è nato nel 1982
Il presepe vivente di Urago d’Oglio vanta una lunga storia: è nato nel 1982

Paese che vai, presepio che trovi. La rappresentazione della natività mette meno agli ultimi aggiustamenti prima di offrirsi ai visitatori, in un susseguirsi di proposte difficile da riassumere in poche righe. A Calcinato la sacra rappresentazione è messa in scena dagli «Amici del presepe vivente» sulle orme dell’idea realizzata oltre otto secoli fa da Francesco d’Assisi, nel villaggio reatino di Greccio.

LA MANIFESTAZIONE itinerante si svolgerà sabato e coinvolgerà giovani, donne, bambini e anziani che, partendo alle 14.30 dalla località Garletti, nella campagna di Calcinatello, percorreranno piazze e vie di Calcinato per raggiungere la capanna allestita in piazza don Vincenzo Bertini, nella splendida cornice davanti alla parrocchiale di San Vincenzo.

Oltre duecento sono i partecipanti in costume che sfileranno per le strade del paese simulando i mestieri dell’epoca, accompagnati dalle musiche natalizie eseguite dalla Banda municipale Elia Marini di Calcinato e dal Coro del Medio Chiese. Come di consueto, a conclusione della manifestazione folcloristica, verso le 17.30 in piazza saranno offerti ai partecipanti panettoni, pandori e vin brulé. Analoga la proposta di Urago d’Oglio, diventata una delle Natività più ammirate della provincia con i suoi 34 anni di storia alle spalle. Merito del gruppo Amici della Capanna che dal 1982 promuovono la realizzazione di questa magnifica installazione, che è abitata da asino, bue e pecore in carne e ossa, oltre che da figuranti che in occasione delle solennità animano un progetto interamente realizzato da zero ogni anno e completamente in legno.

«SIAMO NATI nel 1982 - spiega Simone Raccagni, tra i volontari del gruppo - e da allora la nostra realtà è cresciuta, ad oggi l’associazione conta circa 25 volontari e nel periodo natalizio possiamo contare sull’ulteriore aiuto sia manuale che economico di esercenti e di gente del paese».

Preseglie apre il tradizionale presepe vivente di Piazza proposto dalla Parrocchia e dai ragazzi dell’oratorio don Giovanni Zanni a Santo Stefano, lunedì 26 dicembre, dalle ore 16 alle ore 18.30, ma tornerà poi anche a Capodanno, sempre dalle 16 alle 18.30, e all’Epifania con lo stesso orario. Tutte e 3 le esibizioni si terranno in località Piazza, nella parte alta di Preseglie, nelle vicinanze della chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo.

Ed in occasione della rappresentazione nel giorno dell’Epifania a seguire ci sarà una fiaccolata assieme ai Re Magi ed a tutti i figuranti per le vie della contrada fino a raggiungere la chiesa per la tradizionale messa.

Quando, al tramonto, la luce azzurra, celestiale, inonda la capanna con Maria e Giuseppe e si riverbera nell’acqua zampillante dai fontanili, nella roggia che scorre ai piedi del presepio, tutti i passanti si fermano incantati. Silvano Venturini ha realizzato la sua natività sulla curva all’ingresso di Zurlengo di Pompiano, tra la strada comunale e la pista ciclabile, accanto al tronco della vecchia «albera pina» inaridita, dentro il quale un anno fa ha scolpito la sua «Madonna del cammino di vita». Nel presepio al quale lavora dall’inizio di novembre, senza disdegnare l’aiuto dei compaesani, Venturini ha messo tra la capanna e la strada percorsa dai pastori una porta «oltre la quale - spiega - si entra nel nuovo mondo della fede». La Madonna è bianca come il latte, simbolo di purezza, mentre San Giuseppe è scuro come un ebreo-siriano. «La luce azzurra - aggiunge l’artefice del presepio - vuole ricordare il mare che riversa i profughi sulle coste di un mondo del quale Cristo è sicura salvezza».

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