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Profumi e storia
dell’alto Garda

31.03.2016

Profumi e storia
dell’alto Garda

La suggestiva veduta da una delle limonaie panoramiche del Garda
La suggestiva veduta da una delle limonaie panoramiche del Garda

Il boom registrato l’anno scorso meritava un bis d’autore. Che puntuale sarà concesso nel prossimo fine settimana con l’obiettivo di valorizzare i prodotti e le limonaie.

Epicentro di «Giardini d’agrumi», rassegna promossa dall’associazione Terre & Sapori d’alto Garda, sarà il chiostro di San Francesco di Gargnano dove saranno messi in vetrina i profumati frutti prodotti dalle limonaie.

SEMPRE nel chiostro sarà esposta una selezione degli attrezzi agricoli d’epoca provenienti da una collezione privata. I pezzi pregiati della mostra saranno dei cimeli utilizzati nelle operazioni di manutenzione delle limonaie e documenti riferiti alle storiche distillerie di Gargnano che producevano liquori a base di agrumi. La mostra del chiostro sarà affiancata da un percorso lungo via Crocefisso e via San Giacomo che accompagnerà i visitatori a scoprire giardini privati dove venivano e vengono ancora coltivati gli agrumi con l’obiettivo di evidenziare come il paesaggio delle limonaie sia ancora oggi ricco e variegato. Anche se molte strutture non sono più attive, restano una testimonianza e un elemento peculiare del paesaggio sulla sponda occidentale del lago tra Salò e Limone. Nell’occasione saranno aperte al pubblico la splendida «La malora» di Giuseppe Gandossi, la limonaia Villa Giulia - dove domenica dalle 10 alle 17 un esperto illustrerà metodologie di mantenimento dei giardini d’agrumi - e quella al Pra de la Fam di Tignale, la più grande ancora in attività sul Garda.

SABATO alle 17 è inoltre prevista un’esclusiva visita guidata al giardinodi Villa Lucia a Maderno. Giardini d’agrumi sarà anche in musica, con intrattenimenti domenicali (alle 11 e alle 16) alla cappella del Crocefisso e alla chiesetta di San Giacomo. Attorno al chiostro sarà allestito un mercato di prodotti locali, piante e libri. «L’obiettivo della rassegna – spiega Alberta Cazzani del Politecnico di Milano, tra gli organizzatori dell’evento – è di promuovere il recupero delle limonaie e la valorizzazione dei prodotti tradizionali insieme al patrimonio culturale e al paesaggio. La riscoperta dei sapori tipici, oltre che delle tradizioni locali e degli antichi mestieri possono creare un forte volano turistico che l’alto Garda deve riuscire a gestire nel migliore dei modi. Si tratta di una sfida culturale rispetto al vecchio modello di sviluppo turistico che ha comportato profonde e spesso irreversibili trasformazioni finalizzate ad un immediato guadagno, spesso a discapito della conservazione del territorio».

Alla meta del XIX secolo, epoca del massimo sviluppo, quasi 50 ettari di territorio erano destinati all’agrumicoltura, con circa 35.000 piante produttive e una media annuale di 15-20 milioni di limoni raccolti per l’esportazione. Le colture erano diffuse soprattutto lungo la fascia da Salò a Limone . La produzione di limoni sulla riviera ebbe una flessione dopo il 1860 a causa di una serie di ragioni, quali il diffondersi di una grave malattia, la «gommosi». Al declino dei decenni successivi contribuì la concorrenza meridionale in seguito all’unificazione del Regno d’Italia.

Luciano Scarpetta
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