Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
18 ottobre 2017

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Week End

scegli sezione
Cima Caldiera custodisce il passato
Tra le sue rocce i segni della guerra

29.09.2016

Cima Caldiera custodisce il passato
Tra le sue rocce i segni della guerra

Cima della Caldiera
Cima della Caldiera

Dopo aver raggiunto con le descrizioni delle scorse settimane le cime del Monte Ortigara e di Cima Caldiera ci si appresta ora a tornare al punto di partenza; non prima però di aver ammirato a lungo l’ampio panorama offerto dalla Croce della Caldiera, addirittura più vasto di quello offerto dalla cima del Monte Ortigara. Impressionanti visti da qui i trinceramenti ed i resti dei baraccamenti della zona tra Monte Lozze e Cima Campanella.

Da Cima Caldiera, punto più elevato dell’itinerario e indicata nelle vecchie carte austriache come Cima Maora, si torna al quadrivio poco sotto la vetta. Da entrambi i lati si potrebbe rientrare a Piazzale Lozze: scegliamo l’itinerario di destra (segni gialli) entrando dapprima nel solco di una trincea scavata nella roccia.

Appena sotto si trovano innumerevoli resti militari. Si segue una larga e comoda mulattiera sassosa che scende a tornanti sul versante settentrionale di Cima della Caldiera offrendoci lo spettacolo della catena dei Lagorai e di Cima d’Asta. Più sotto si lascia a sinistra un sentiero per l’Osservatorio Torino, uno dei luoghi più interessanti dell’Ecomuseo dell’Ortigara (consigliata anche qui l’ennesima deviazione per visitare le grotte che permettevano agli italiani di controllare i movimenti in fondo alla Valsugana).

Si riprende la discesa che corre ora a mezzacosta sul versante orientale di Cima della Caldiera. Bella la vista sul sottostante altopiano del Prà della Porta e sulle elevazioni che lo contornano a nordest, tra cui Punta Molina e Cima Isidoro. Altra discesa e ci si ritrova a Sud della Cima della Caldiera, tra questa e la Cima della Campanella. Qui le aperture nella roccia sono molto più numerose e spesso comunicanti tra di loro: era adibite a magazzino oppure ad alloggiamenti per la truppa che di comodità non doveva averne troppe.

Anche qui un bivio dove per tornare a Piazzale Lozze vanno bene entrambe le possibilità. Noi seguiamo il sentiero di sinistra che si porta sul versante orientale della Cima della Campanella ed entra nel bosco. In mezzo a odori di resine, funghi e ciclamini, con lunghi tornanti, si scende passando accanto alla scalinata di una vecchia postazione militare e si rientra al parcheggio di Piazzale Lozze.(Prossimo itinerario giovedì 6 ottobre)

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1