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Cima Pisciadù, un «miraggio»
nel gruppo dolomitico del Sella

16.06.2016

Cima Pisciadù, un «miraggio»
nel gruppo dolomitico del Sella

La suggestiva Torre Paola
La suggestiva Torre Paola

Rifugio Franco Cavazza e Cima Pisciadù: immersi nel fantastico ambiente del gruppo dolomitico di Sella offrono agli appassionati una indimenticabile escursione al cospetto di pareti rocciose, laghetti, ardite torri che sembra vogliano toccare la volta del cielo.

La salita non presenta tratti particolarmente impegnativi ma alcuni tratti esposti (attrezzati con catene) la sconsigliano a chi soffre di vertigini. A seconda delle precipitazioni invernali sul percorso, compreso il Vallone di Setus è possibile trovare neve dura, anche in estate e potrebbero essere utili i ramponi.

Si parte dal Passo Gardena (dove nei mesi estivi bisogna pagare un balzello di medioevale memoria per poter parcheggiare). Si prende un sentiero che risale una dorsale prativa e piega poi a sinistra attraversando i pendii nordorientali del Col de Mesores. Si arriva così ad entrare nel selvaggio vallone di Setus dove si lascia a destra il sentiero che porta all'attacco della famosa ed impegnativa Ferrata Tridentina. Inizia qui un tratto spettacolare e divertente: si sale per un tratto a zigzag che supera una strettoia del vallone che, ad un certo punto sembra sbarrare inesorabilmente il passo con una grigia balconata di rocce verticali.

Guidati dalle segnalazioni biancorosse e aiutati da corde fisse metalliche si risale una serie di salti rocciosi intervallati da cenge e balconate, canalini, diedri, spigoli dolomitici. Ai lati le strutture di dolomia della Torre di Val Setus e della Torre di Campidei regalano forme fantastiche. Si continua la salita utilizzando le corde fisse (utile il kit da ferrata; consigliabile il casco per il rischio di caduta sassi) e si sbuca su un pianoro da dove possiamo già vedere la nostra meta finale: la Cima Pisciadù (o Pissadù come la chiamano i ladini) che domina l'omonimo vallone. Suggestivo il profilo della Torre Paola che si erge verticale dalle pietraie dell'altopiano. Lasciato a destra un sentiero segnalato che porta in Val Ciadin si raggiunge in breve l'edificio del Rifugio Pisciadù. Poco sotto, verso il vallone del Pisciadù s'adagia l'omonimo laghetto (Lech de Pisciadù) circondato da aspre colate di detriti staccati dalle pareti rocciose nel corso de millenni dall'acqua e dal gelo. La prossima settimana descriveremo la salita alla cima.Il prossimo itinerario sarà pubblicato giovedì 23 giugno

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