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Come cow-boy nel selvaggio vallone tra Monte Sossino e Pizzo Camino

26.06.2014

Come cow-boy nel selvaggio vallone tra Monte Sossino e Pizzo Camino

Sossino e Pizzo Camino da Nord
Sossino e Pizzo Camino da Nord

Teniamo anche oggi come base di partenza l'accogliente rifugio Laeng (per l'accesso vedi «Zaino in Spalla 861» su Bresciaoggi del 12 giugno). Meta è il Monte Sossino, una specie di fratellino più piccolo del più maestoso Pizzo Camino da cui è separato dall'aspro Passo di Varicla.
Al confine tra le province di Brescia e di Bergamo il Sossino presenta un meridionale pendio erboso che digrada ripido dalla vetta mentre a settentrione, sopra la Val di Scalve, verticali pareti rocciose e ardite guglie dolomitiche (nella foto) scendono verso Schilpario. Un bel giro ad anello, solo in parte su sentieri, riservato a escursionisti esperti e con buon senso dell'orientamento, permette di raggiungere la panoramica montagna.
DAL RIFUGIO LAENG si prende il sentiero segnalato che sale verso il Passo di Varicla (frecce) lasciando a sinistra i sentieri che vanno al Pizzo Camino ed al rifugio San Fermo e a destra quello per Passo Ezendola. Si entra così nel selvaggio vallone che divide il Monte Sossino dal Pizzo Camino. Si sale nel vallone tra sassi e erba raggiungendo nella parte finale un largo canale che ci deposita al Passo di Varicla. Sarebbe possibile prendere a destra per il Sossino già prima del Passo di Varicla ma val la pena di raggiungere il valico, per il bellissimo panorama che offre. Dal valico abbandoniamo il sentiero segnalato che scende verso Schilpario e prendiamo a destra la cresta inizialmente poco ripida.
Ci si porta sul versante sudovest della montagna dove, per erba e sassi affioranti lungo il pendio adesso ripido si raggiunge la croce della vetta. Magico panorama sulle Orobie tutt'attorno ma splendida da qui la vista sulle eleganti forme rocciose del Pizzo Camino che, un centinaio di metri più alte di noi, svettano contro il cielo. Fantastiche anche le rocce del Cimone della Bagozza, una delle montagne più frequentate della zona.
Si torna senza percorso obbligato lungo la cresta sudest, erbosa a sinistra e con salti rocciosi a destra. Si perde rapidamente quota lungo il pendio chiamato «i segaboli», sino a raggiungere, a circa 1800 metri, il sentiero che scende dal Passo di Ezendola. Lo si segue a destra e si torna al Laeng.
Se si vuole rientrare direttamente a Lozio si può, prima di arrivare al rifugio, prendere a sinistra il sentiero che scende alle Malghe Varicla e poi a Villa di Lozio (ore 1.20 circa dalle malghe).

ITINERARIO: Rifugio Laeng 1760 metri, Passo di Varicla 2124 metri (ore 1.15); Monte Sossino 2398 metri (ore 2), Rifugio Laeng (ore 3.40).
CARTE TOPOGRAFICHE: Igm in scala 1:25.000 «Vilminore di Scalve»; Igm in scala 1:50.000 «Breno».
NOTIZIE UTILI. La montagna è chiamata Susino nelle carte Igm e nella carta tecnica della Lombardia. Dislivello: 638 metri. Difficoltà: escursionisti esperti. Segnavia: biancorosso solo nella parte iniziale.
Il rifugio Laeng offre 17 posti ed è gestito dai volontari dell'Operazione Mato Grosso (telefono 338 2381283 o 030 7701253).

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