23 gennaio 2019

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Zaino in spalla

20.12.2018

Cresta Costabella e fortino
di Naole nel cuore
incantato del Monte Baldo

Una veduta di  Cima Costabella
Una veduta di Cima Costabella

La scorsa settimana eravamo giunti ciaspolando sulla Cima Costabella, detta anche Cima Chierego, partendo dalla Pozza Mandra, sulla cresta sommitale del Monte Baldo. Magico il panorama che ci circonda dalla tondeggiante cima innevata, con il lago di Garda ai nostri piedi dove si distingue, come uno stiletto piantato nelle acque, la penisola di Sirmione. Poi le Prealpi Bresciane con il Pizzoccolo, il Monte Guglielmo, il Monte Caplone, la Cima Tombea; poi le Alpi Orobie e più a settentrione i gruppo dell’Adamello con il Cornone di Blumone, il Bruffione, il Monte Adamello, l’inconfondibile Carè Alto, il Crozzon di Lares, la bella piramide della Presanella; quindi le Dolomiti di Brenta, le Prealpi Trentine, il gruppo del Pasubio, il Catinaccio e il Latemar e, verso Sud, oltre la nebbia che spesso in inverno copre la pianura, la lunga catena degli Appennini. APPAGATI dall'ampio panorama, ci apprestiamo a tornare con un interessante percorso ad anello. Scendiamo lungo la dorsale sino a superare sia il rifugio Chierego che il rifugio Fiori del Baldo. Lasciamo sulla destra l’itinerario percorso in salita e continuiamo lungo la bella cresta, con il Benaco da un lato e la Valle dell’Adige dall’altro; cresta detta Costabella, come il nome della montagna che abbiamo appena salito e che scende gradatamente, mai ripida, sino alla Bocchetta di Naole. Da qui è possibile una allungatoia sulla dorsale per andare a vedere da vicino il Forte di Naole, costruito dall’esercito italiano nel 1913 in previsione della guerra con l’Austria; un forte che ha resistito all’assalto degli austriaci ma non a quello dei ripetitori che in troppi sorgono attorno e su di esso. È POSSIBILE anche salire, a sud del Forte di Naole, sulla poco pronunciata Punta di Naole. Dalla bocchetta si prosegue comunque per un breve tratto sulla dorsale, per poi scendere a sinistra lungo il tracciato di una carrareccia che prosegue poi poco sotto la dorsale della Cresta di Naole prima e del Monte Sparavero poi. Giunti a circa 1400 metri di quota, si piega decisamente a destra continuando la discesa in direzione Nord; in caso di neve non eccessiva da qui in poi si può seguire tranquillamente il tracciato della carrareccia che scende a valle.

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