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Da Cima Dernal al Re di Castello
lo sguardo si perde sull’Adamello

02.03.2017

Da Cima Dernal al Re di Castello
lo sguardo si perde sull’Adamello

Ascesa verso il Re di Castello
Ascesa verso il Re di Castello

La scorsa settimana siano saliti, ciaspole ai piedi, al Rifugio Maria e Franco, al selvaggio Passo Dernal a godere della bellezza e della solitudine dell'isolato luogo. Poi, dopo una nottata di meritato riposo ben avvolti nei nostri sacchi a pelo nel bivacco invernale, si riparte verso la vetta del Monte Re di Castello, al confine tra la provincia di Brescia e quella di Trento. Re di Castello; un nome altisonante che pare derivare da «Re» col significato di rio, torrente mentre il termine castello probabilmente è dovuto alle sue forme possenti di maniero inespugnabile che assume visto dal versante trentino, dalla Val di Fumo.

La salita alla vetta, riservata ad esperti, può richiedere, in caso di neve dura, l'uso di ramponi e piccozza. Dal rifugio ci si porta al Passo Dernal da dove si osserva il bel panorama offerto dalla parte centrale del massiccio adamellino: una lunga teoria di vette granitiche tra cui spiccano, oltre alla bianca piramide del Monte Adamello, il Monte Fumo e il maestoso Carè Alto. Dal valico si gira a destra lungo la dorsale nordovest di Cima Dernal o poco al di sotto di essa. Non è necessario salire sulla poco pronunciata Cima Dernal, ma i collezionisti di vette possono ovviamente, senza particolare difficoltà arrivare anche su questa sommità e poi proseguire lungo il crinale. Superata Cima Dernal ci si tiene sul versante nord, poco sotto la cresta sommitale avanzando in direzione Est. Sotto di noi, verso il Trentino, scende innevato il pendio che un tempo ospitava la Vedretta di Saviore oramai scomparsa a causa del riscaldamento del pianeta. Si passa poco distanti da una specie di anticima e si arriva sotto il breve salto sommitale del Monte Re di Castello. Si tolgono le ciaspole e, superando tratti innevati e grossi blocchi di granito, si arriva sulla vetta dove lo splendido panorama circolare offerto dalla cima ci ripaga di ogni fatica: oltre alle citate cime adamelline ed al ghiacciaio dell'Adamello), splendida è la vista sulle Dolomiti di Brenta, la Val Daone, il Monte Baldo, il Cornone di Blumone, il Monte Guglielmo, il vicino Frisozzo ed i lontani Monte Disgrazia e Pizzo Bernina, il solco della Valcamonica. La vista a 360 gradi fa capire perchè durante la Grande Guerra gli italiani portarono quassù un cannone e ne fecero un utile osservatorio.(Il prossimo itinerario giovedì 9 marzo)

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