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Da Cortebona fino alla Cima del Tirlo
un balcone su Val Grande e Val Cané

11.08.2016

Da Cortebona fino alla Cima del Tirlo
un balcone su Val Grande e Val Cané

Stambecco nella Aleta del Selvà
Stambecco nella Aleta del Selvà

Nel regno dei camosci e degli stambecchi: è la salita alla Cima di Glere, montagna poco frequentata situata nella dorsale selvaggia che divide la Val Grande dalla Val Canè. Difficile incontrare qualcuno su queste balze; più facile osservare agilissimi ungulati che saltano da una rupe all'altra.

Si parte da Cortebona, nel cuore della Val Canè. Sin li si può salire in auto in orari limitati da Canè (informarsi al comune di Vione allo 0364 94131). Si cammina sul fondovalle sino al Ponticello di Valzaroten; lo si attraversa e si sale l'impervio vallone che porta ai ruderi delle Casere di Valzaroten. Si continua la salita tra praterie e ripidi pascoli e si raggiunge un dosso sopra la piacevole conca che ospita i laghetti di Pietrarossa. Un obbligatorio giro per visitare i due specchi d'acqua detti anche «Varzaruol» poi lasciamo a destra il sentiero segnalato che porta al Passo di Val Canè che unisce l’omonima valle alla Val Grande. Seguiamo a sinistra le segnalazioni del «sentiero dei camosci» con splendida vista sulla sottostante Val Grande. Si prosegue all'incirca sulla dorsale o sul suo lato destro, tra erba, dossi e massi (ometti) e si arriva al Passo di Glere, non indicato sulle carte IGM. Qui il sentiero prosegue verso le cime del Tirlo aggirando la nostra meta; noi pieghiamo a sinistra raggiungendo, tramite la facile cresta, la panoramica Cima delle Glere, chiamata «Cimon».

Dalla vetta scendiamo per facili rocce in direzione Sud verso la visibile Cima del Tirlo. Ad un avvallamento si abbandona la cresta nel punto ove la discesa risulta più agevole e si scende a sinistra nella vasta conca piena detta Aleta del Salvà, un selvaggio anfiteatro tra le Cime del Salvà, la Cima del Tirlo e la Cima delle Glere. Facile intuire che un tempo lontano questo anfiteatro doveva essere la sede di un bel ghiacciaio.

Si raggiunge una sella tra la cresta nordest della Cima del Tirlo e il versante sud delle Cime del Salvà (non segnalate sulle carte IGM), dal quale scende un ripido e largo canalone. Si supera una pietraia, si scende cercando di individuare le tracce di passaggio in mezzo a cespugli arrivando di nuovo sul fondo della Val Canè. Un tratto pianeggiante ci riporta nei pressi del Ponticello di Valzaroten. Lasciandolo sulla destra e seguendo il fondovalle si torna a Cortebona.

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