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Dal rifugio «Città di Trento» l’ascesa
al Monte Mandrone regala emozioni

28.09.2017

Dal rifugio «Città di Trento» l’ascesa
al Monte Mandrone regala emozioni

Il  ghiacciaio venti   anni fa
Il ghiacciaio venti anni fa

Monte Mandrone: una costruzione rocciosa a oltre quota 3 mila metri che si erge insieme ad altre numerose vette granitiche altrettanto aspre e frastagliate sopra il selvaggio ghiacciaio del Pisgana che scende, pericoloso e crepacciato, verso la conca di Ponte di Legno. È una catena di cime che segnano il confine tra il Trentino e la provincia di Brescia e dove durante la Grande Guerra troppi soldati, italiani ed austriaci, hanno arrossato con il loro sangue queste balze. Punto di partenza per la poco frequentata ma divertente salita al Monte Mandrone è l’accogliente Rifugio Città di Trento che si può raggiungere per il comodo sentiero segnalato che sale dal parcheggio poco al di sotto del Rifugio Bedole sul fondo della Val di Genova. Dal Rifugio Bedole si imbocca il sentiero che si infila nella vegetazione e inizia la risalita del versante meridionale di Cima Migotti. Si sale gradatamente il pendio mentre il fondo della Val di Genova (definita una delle più belle valli d'Europa) si allontana sempre di più. Il sentiero attraversa varie volte il Rio Ronchina, esce dalla vegetazione e raggiunge in località Crozzeti un bivio. Si lasciano a destra le indicazioni per Cima Migotti e, su terreno meno ripido, si attraversa a lungo il vallone che scende da Cima Presena mentre ai nostri occhi appare la testata del ghiacciaio dell'Adamello e le aguzze vette delle Lobbie. Si lascia a destra il sentiero che sale a Passo Maroccaro, si passa accanto al «Centro Studi Adamello–Julius Payer» allestito in collaborazione tra la Società Alpinisti Trentini e e il Museo di Scienze Naturali di Trento, nel 1994 nell'ex-rifugio Lipsia al cui interno si trovano pannelli che illustrano la morfologia delle montagne della zona e la storia del ritiro dei ghiacciai. Il centro è generalmente aperto in concomitanza con l'apertura estiva del rifugio Città di Trento, conosciuto anche come Rifugio Mandrone. Dopo la visita al centro ci si rimette sul sentiero e in pochi minuti si raggiunge il Rifugio Città di Trento dove è consigliabile pernottare. Dopo il meritato riposo si salirà, con l'itinerario che descriveremo la prossima settimana, sulla vetta del Monte Mandrone. Nei periodi di chiusura il rifugio dispone anche di un bivacco sempre aperto con 6 posti (consigliabile il sacco a pelo). I più allenati possono compiere l’intero percorso in un giorno solo.

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