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21 ottobre 2017

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Dal Rifugio Rosetta la via del ritorno
imbocca l’«autostrada» delle cime

21.09.2017

Dal Rifugio Rosetta la via del ritorno
imbocca l’«autostrada» delle cime

Cima Rosetta
Cima Rosetta

Con gli itinerari delle scorse settimane dopo aver salito la ferrate Bolver.Lugli e la Cima Vezzana eravamo approdati al Rifugio Rosetta, al limitare del desertico altopiano delle Pale di San Martino. Per rientrare al punto di partenza da qui si può prendere la funivia oppure, già che siamo da quelle parti, salire a Cima Rosetta e scendere per la selvaggia Val di Roda.

Dal rifugio Rosetta ci si inoltra nell'altopiano lungo il sentiero 702 (che alcuni appassionati hanno battezzato «l'autostrada» per la sua larghezza e per come è tenuto); ci si porta verso la stazione della funivia e si prosegue poi puntando alla croce di Cima della Rosetta che strapiomba dall'altro lato con verticali quinte rocciose. Bellissimo il panorama sul fondovalle e sulla catena dei Lagorai dove troneggia la Cima d'Asta.

Abbandonata Cima della Rosetta e tornati sul sentiero 702 si raggiunge il Passo di Val di Roda tra la Cima della Rosetta e la Cima di Roda. Qui parte il Sentiero del Barone Von Lesser dal nome di colui che nel 1905 ne finanziò la realizzazione terminata poco prima dello scoppio della Grande Guerra. Si scende nella valle circondati da alte pareti dolomitiche e si resta stupefatti dall'elevatissimo ed esagerato numero di tornanti che, se rendono poco faticosa la discesa, ne allungano notevolmente i tempi. Fortunatamente, per chi ama le discese veloci, alcuni tornanti offrono la possibilità di più ripide scorciatoie.

Si attraversa con un tratto roccioso una verticale bastionata e si raggiunge un dosso erboso detto il Col della Fede 2278m. Si continua la discesa nel ripido canalone; si lascia a destra il sentiero per il Rifugio Pradidali; si raggiunge il fondo di una valletta sotto le scure rocce del Col della Fede; si raggiunge la piccola piana erbosa del Col dei Bechi 2048m che un tempo ospitava un rifugio di cui oggi restano solo i ruderi. Sotto di noi si stende la valle di San Martino di Castrozza.

Si scende ancora, nella bassa Val di Roda. Il sentiero ora corre a mezzacosta in un ergersi di pinnacoli e torri rocciose; tratti attrezzati facilitano il superamento di alcuni canali; si entra in una galleria che attraversa la Torre Erbe; si continua per un canale ghiaioso e si sbuca su una stradina. La si segue a destra e si raggiunge il parcheggio della Funivia Col Verde da dove eravamo partiti.(Prossimo itinerario il 28 settembre)

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