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Dalla sommità del Monte Glaiola
una suggestiva discesa a Schilpario

02.06.2016

Dalla sommità del Monte Glaiola
una suggestiva discesa a Schilpario

Lago del Vivione e Monte Busma
Lago del Vivione e Monte Busma

Raggiunto il Passo del Vivione con gli itinerari delle settimane precedenti ora dobbiamo rientrare a Schilpario. Numerose sono le possibilità: una è disporre di un'auto al passo. L'alternativa è tornare a Malga Gaffione e scendere a Fondi lungo un sentiero segnalato. Quella che descriviamo oggi offre un lungo giro nei boschi che si stendono a sud del Passo del Vivione e, dopo aver eventualmente salito la vetta del Monte Glaiola o del Monte Campione, scende al Rifugio Bagossa dove avremo predisposto un'auto per il ritorno.

Dal rifugio ci infiliamo per un sentiero segnalato che, con un lungo tratto a mezzacosta sui fianchi del Monte Vivione e dei Colli ci porta vicino al Passo di Val Usella non indicato sulla carte e detto anche Passo della Miniera per i resti delle miniere di ferro e di barite che si trovano sul versante meridionale. I collezionisti di cime da qui hanno la possibilità di salire sul panoramico Monte Glaiola.

Si abbandona il sentiero segnalato e si sale in direzione Ovest sul largo crestone percorso da una traccia sino alla tondeggiante cima del Monte Glaiola: possibile anche percorrere in meno di un'ora tra andata e ritorno, la cresta sino ai Colli e al Monte Vivione. Tornati al valico si riprende il sentiero segnalato e, attraverso la testata della Val Usella, ci si porta al Passo del Giovetto. Un'ampio giro a mezzacosta e ci troviamo sulla stradina sterrata che sale al Passo dei Campelli; raggiungiamo il passo e, subito, a sinistra, prendiamo la cresta che ci porta alla croce del Monte Campioncino, satellite del più elevato Monte Campione anche questo raggiungibile abbastanza facilmente. Tornati al Passo dei Campelli scendiamo sulla stradina nel versante della Val di Scalve, passiamo nei pressi della Malga Campelli prima e della Malga Campelli Bassa. Camminiamo sul fondovalle dominati dalle belle e verticali forme dolomitiche del Cimone della Bagossa e della Torre Nino e raggiungiamo il rifugio Bagossa dove corre la strada da Schilpario al Passo del Vivione. Da qui, se non disponiamo di un'auto dovremo percorrere a piedi la strad oppure, prima di arrivare al rifugio, seguire le segnalazioni per Schilpario e con un lungo percorso sulla sinistra idrografica della Val di Scalve, rientrare in paese.

Il prossimo itinerario sarà

pubblicato il 9 giugno

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