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Di slancio sulle creste di Sarnico
per scoprire la culla del fiume Oglio

09.02.2017

Di slancio sulle creste di Sarnico
per scoprire la culla del fiume Oglio

La chiesetta degli Alpini
La chiesetta degli Alpini

Un breve e piacevole itinerario fuori porta sulle modeste ma panoramiche creste che sovrastano Sarnico e quel braccio del lago d'Iseo da cui esce il fiume Oglio. Un giro ad anello su sentieri quasi tutti segnalati e sempre abbastanza evidenti con una simpatica variante che ci porterà sino alla Croce di Sarnico, quella che si vede appollaiata su un ardito cocuzzolo arrivando da Clusane. A Paratico si supera il ponte sull'Oglio e si seguono le indicazioni per Bergamo: arrivati ad una rotonda si va a destra (indicazioni per Lovere). Si prende la seconda strada a sinistra indicata da una freccia per la Chiesetta degli Alpini. Seguendo le indicazioni per la chiesetta si parcheggia nei pressi d'una scalinata. Si sale sulla scalinata e in pochi minuti si entra nel Parco degli Alpini arrivando al cancello della Chiesetta che qualcuno definisce “il posto più bello di tutta Sarnico”. Ed in effetti bella è la chiesetta ma già affascinante da qui è il panorama del basso lago dominato dal Monte Alto che si erge maestoso sopra la sponda bresciana. Appena a sinistra del cancello parte un sentiero non segnalato in alcun modo. Si sale nel ripido bosco facendo attenzione al giusto percorso mentre in basso i tetti delle case di Sarnico si allontanano sempre di più. Il bosco, abbastanza rado, permette la vista delle azzurre acque del lago che ad un certo punto si trasformano in fiume. Il sentiero diventa meno ripido e con una serie di zigzag arriva sul crinale che divide il bacino del Sebino dalla valle del torrente Guerna. In questo punto della cresta, a circa quota 450, si trova un roccolo in invidiabile posizione panoramica e transita il marcato sentiero Forcella-Molera. Il nostro percorso andrebbe a destra ma è obbligatoria una variante alla Croce di Sarnico detta Rocca de Zucchellis. Prendiamo quindi a sinistra per risalire in breve un dosso. Scendiamo dall'altro lato superando un tavolo e delle panchine, e continuiamo a scendere superando alcuni tratti ripidi da affrontare con attenzione. Si passa al di sopra di quelle lastronate di rocce grigie che si vedono arrivando dalla strada della sponda bresciana e ci si ritrova ai piedi del cocuzzolo che ospita la croce. Si lascia a destra il sentiero che scende a Cerro i si salgono a sinistra i pochi metri che ci separano dalla grande croce.

L’itinerario prosegue

la prossima settimana.

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