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23 ottobre 2017

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Il Dos da Trat chiude il cerchio
di ritorno attraverso i pascoli

20.10.2016

Il Dos da Trat chiude il cerchio
di ritorno attraverso i pascoli

Sulla cresta del Dos da Trat
Sulla cresta del Dos da Trat

La scorsa settimana avevamo iniziato, in Val di Ledro, il giro ad anello del Dos da Trat e del Dos Seaoi e, da Bocca di Saval avevamo raggiunto una bocchetta poco distante dalla cima del Monte Carèt. Da qui un sentiero scende direttamente alla strada di Malga Trat passando al di sotto di Bocca Scuravai (è una alternativa per il rientro). A destra sale il panoramico crinale erboso della dorsale del Dos da Trat. Si segue una evidente traccia che corre nell’erba al fianco di una trincea.

Si arriva alla sommità erbosa del Dos da Trat dove il paesaggio offre la vista della Mazza e dei Corni di Pichea, delle Dolomiti di Brenta, dell’azzurro specchio del lago di Molveno. Poi ecco l’imponente Monte Misone, il Monte Bondone, il Monte Stivo, le case di Arco, i più lontani gruppi del Pasubio e del Carega, la vicina Cima Parì, la inconfondibile piramide di Cima Spessa, il Dosso Alto, il Monte Bruffione, il Cornone di Blumone il Monte Cadria, il Carè Alto e la Cima Presanella con i loro ghiacciai.

Dal Dos da Trat si scende lungo il crinale settentrionale su una traccia a volte ripida che corre anch’essa in fianco ad una linea continua di trincee. Si scende ad una larga sella erbosa a circa quota 1760m da dove, con una traccia ora un po’ meno evidente si passa accanto ad una caverna e si sale sulla sommità del Dos Seaoi.

Da qui sono possibili due varianti. La prima è tornare al Dos da Trat ed alla bocchetta tra questo e il Monte Carèt e, da qui, piegare a destra raggiungendo dapprima su sentiero e poi su stradina, la Malga Trat. La seconda più interessante è continuare lungo il versante nord del Dos Seaoi scende alla bocchetta di Scuravai (da affrontare con attenzione). Raggiunto un bosco di faggi si ritrova una traccia più evidente e si arriva poco sotto la Bocchetta Scuravai detta anche Bocca Seoai il toponimo deriva da segaboli, pendii di erba falciabile.

Sotto di noi il pendio è tagliato da una traccia di passaggio di bestiame. La si raggiunge e la si segue a destra a mezzacosta, ci si infila in un boschetto dove corre un evidente sentiero che termina su un crinale erboso. Senza percorso obbligato si scende a sinistra e poi subito a destra sino a ritrovarsi sulla strada di Malga Trat da dove si torna al punto di partenza.(Il prossimo itinerario giovedì 27)

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