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17 ottobre 2017

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Il fascino di Cima Vezzana incarna
la bellezza delle vette dolomitiche

07.09.2017

Il fascino di Cima Vezzana incarna
la bellezza delle vette dolomitiche

Passaggio sulla ferrata
Passaggio sulla ferrata

Il fantastico mondo delle Pale di San Martino e la Cima Vezzana: una interessante escursione ad anello su una impegnativa e frequentata via ferrata, la Bolver-Lugli, e l'ascensione (facoltativa) ad una panoramicissima cima dolomitica. Si tornerà passando dal rifugio Rosetta. A inizio stagione si può trovare neve e ghiaccio sia sulla ferrata che nella ascensione a Cima Vezzana per cui possono risultare utili ramponi e piccozza.

Da San Martino di Castrozza si sale in funivia al Col Verde. Si lascia a destra il sentiero che sale direttamente al Rifugio Rosetta e si segue per un tratto il sentiero segnalato 712 che si fa strada tra le praterie d'alta quota. Ad un bivio si prende a destra (frecce); si arriva ai piedi del Cimon della Pala e si sale per impegnative roccette (passaggi di I° grado) raggiungendo a circa 2300 metri di quota l'attacco della via ferrata la cui salita (sempre ben attrezzate col cavo metallico) è riservata agli esperti. Si risale per spigoli e camini un primo pilastro roccioso; si continua per ripidi passaggi incassati in un canalino; si attraversa una terrazza di detriti; si prosegue superando alcune placche e camini con buoni appigli; si sale un piccolo canale che porta ad un piccolo terrazzo; si sale un ultimo canalino che conduce alla fine della ferrata ad una selletta a poca distanza dal rosso bivacco Fiamme Gialle che, con i suoi 15 posti letto, può costituire sia un ricovero di emergenza che un buon posto per trascorrere una notte in uno dei luoghi più belli delle nostre dolomiti.

Dal bivacco si segue una traccia di sentiero e scendendo su alcuni brevi gradoni rocciosi si arriva al Passo Travignolo. Da qui è possibile scendere direttamente al Rifugio Rosetta ma è d'obbligo, per chi ha ancora energie, salire sulla vetta della Cima Vezzana. Dal passo si sale a destra lungo una traccia in mezzo ai detriti (tra i quali si possono trovare anche fossili che ricordano i mari tropicali nei quali le Dolomiti si sono formate).

Raggiunta una sella si prosegue verso destra sulla panoramica cresta con tratti ripidi e roccette; per un ultimo tratto semipianeggiante si raggiunge la vetta, la più elevata del gruppo delle Pale di San Martino. Impressionante la parete Ovest che precipita veloce verso la sottostante Val Travignolo.(Prossimo itinerario giovedì 14)

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