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21 settembre 2018

Aree Tematiche

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Zaino in spalla

23.08.2018

Il tempo si è fermato
al Venerocolo da sempre
terra di tre confini

Il Passo del Gatto
Il Passo del Gatto

Lassù s'incontrano i confini delle province di Brescia, Bergamo e Sondrio. Un tempo era il punto in cui si toccavano i confini della Svizzera, del Ducato di Milano e della Repubblica di Venezia. È il Monte Tre Confini detto anche Venerocolo, una suggestiva ed isolata vetta che offre panorami magnifici sia verso l'Adamello che verso la Orobie. Gita facile sino al Passo Sellerino (che comunque val la pena di raggiungere per la bellezza dei luoghi), la vetta è riservata però a escursionisti esperti. Si parte dal Passo del Vivione; di fronte al Rifugio Vivione si segue (frecce) una stradina sterrata che passa accanto ad una pozza verso Malga Gaffione. Prima di arrivarci si prende a destra un sentiero che sale alla conca con il Lago di Valbona e, tenendosi alto sulla sinistra del lago percorre la conca. Al termine della conca alcuni tornanti risalgono un accidentato pendio; si cambia direzione e si procede verso ovest (cavo metallico in un tratto esposto), si attraversa un'altra conca e si arriva allo stretto e caratteristico intaglio del Passo del Gatto circondato da strane conformazioni rocciose. Il sentiero ci fa perdere ora un po’ di quota sino a portarci ai piccoli laghetti di San Carlo raggiungendo un vallone che scende dal Passo del Sellerino dove troviamo un bivio. Prendiamo a destra (a sinistra si prosegue per i Laghi del Venerocolo e per il Rifugio Tagliaferri) e in breve risaliamo al Passo del Sellerino situato sul confine tra territorio bresciano e bergamasco. Qui abbandoniamo il sentiero segnalato per salire a sinistra su una traccia di sentiero (ometti) che porta alla base di alcune rocce giallastre e rossastre. Si arrampica sulle facili roccette facendo attenzione, soprattutto in caso di terreno bagnato, ad alcuni tratti erbosi e terrosi che s'intervallano alle rocce. Ci si mantiene sempre all'incirca sulla cresta tranne in alcuni tratti dove si accosta sul versante occidentale (seguire la traccia e gli ometti in pietra), si supera una balconata ai piedi di alcune rocce grigie che si scalano dapprima a sinistra e poi di nuovo sulla cresta raggiungendo infine la vetta dove sorge una piccola croce. I collezionisti di vette potranno, una volta ridiscesi al Passo Sellerino, salire anche, senza particolari difficoltà, sulla quota 2490 indicata ma non nominata sulla carte detta Monte Sellerino. •

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