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In vetta alla Pietra della Bismantova
perla dell’Appennino tosco-emiliano

29.06.2017

In vetta alla Pietra della Bismantova
perla dell’Appennino tosco-emiliano

Sulla ferrata degli alpini
Sulla ferrata degli alpini

Pare che sia questa la montagna che ha dato a Dante Alighieri l'ispirazione per ambientarvi il Purgatorio nella Divina Commedia. Le verticali balze che s'innalzano improvvise dai boschi sottostanti fanno della Pietra di Bismantova un impressionante baluardo inaccessibile di rocce nel più dolce ed ondulato paesaggio dell'Appennino Tosco-Emiliano: per la fantasia dell'uomo medioevale si prestavano bene a immaginare un luogo di sofferenza e di patimenti come essi immaginavano fosse il purgatorio.

Abbandonate le antiche superstizioni oggi su quelle balze ci si diverte. Numerosi sentieri e una corta ma impegnativa via ferrata conducono alla sommità che, pur dalla sua modesta quota, abbraccia un grandioso panorama. Ci si arriva da Castelnuovo ne' Monti salendo al parcheggio in Piazza Dante, alla base dei paretoni di roccia.

Per una scalinata si sale sotto il Rifugio Pietra e, a destra, ci si infila su un sentiero nel bosco che, a mezzacosta e con alcuni saliscendi supera un ponticello in legno e ci porta alla base delle pareti dove salgono numerose vie di arrampicata. Lungo una cengia ed uno stretto budello di roccia si raggiungono le prime funi metalliche che ci accompagneranno per tutti i tratti rocciosi del percorso. Si percorre una cengia con qualche saliscendi e si prosegue in salita su una rampa obliqua. Una traversata abbastanza esposta, qualche altro saliscendi su roccette e si arriva all'imbocco di una insolita grotta. Qui bisogna scendere per qualche metro all'interno della grotta per uscirne poco più sotto: la discesa crea qualche difficoltà in quanto mancano appoggi per i piedi. Usciti dal caratteristico antro (l'imbocco del Purgatorio?) i saliscendi di un sentiero sassoso lasciano a sinistra alcuni sentieri secondari che portano alle vie di arrampicata e si arriva all'attacco della ferrata dove è posta una targa. Per un paio di metri all'attacco di una paretina non ci sono i cavi che ripartono poco sopra. Si sale per un impegnativo diedro di 35 metri circa. Per non affaticare le braccia è meglio salire con calma scegliendo i migliori appoggi per i piedi. Se ne esce sulla destra dove è posto il libro per le firme, mentre ai nostri piedi si stendono dolci le valli e i boschi dell'Appennino.

Per ragioni di spazio la descrizione continua la prossima settimana.(Prossimo itinerario il 6 luglio)

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