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L'Arzalpenkopf per gli esperti fra
le trincee della Grande guerra

09.07.2015

L'Arzalpenkopf per gli esperti fra
le trincee della Grande guerra

Una vista dell'Arzalpenkopf
Una vista dell'Arzalpenkopf

La scorsa settimana avevamo descritto la salita dal passo Monte Croce di Comelico sino all'inizio della ferrata per la Forcella Popera. Ferrata considerata facile ma che va comunque affrontata da escursionisti esperti con l'adeguata attrezzatura. Si salgono le prime roccette, si percorre una suggestiva cengia e, con altre roccette, si imbocca il sentiero che conduce alla Forcella Popera. Magico il panorama che si spalanca improvviso davanti ai nostri occhi: il fantastico Vallone Popera si stende ai nostri piedi circondato sulla destra dalle verticali pareti dolomitiche di Cima Undici e del Monte Popera. Più giù la catena rocciosa continua coi caratteristici Campanili di Popera che dominano il Rifugio Berti, un puntolino sperduto nello splendido anfiteatro. Tutt'attorno resti dei trinceramenti austriaci della Grande Guerra, ruderi di baraccamenti, filo spinato che fanno pensare alle privazioni di quei poveri soldati che quassù patirono morte e sofferenza. A testimoniare l'assolutà inutilità di quel conflitto.Dalla Forcella non ci resta che salire sulla panoramicissima cima che ci sovrasta con la sua grande croce: la Croda Sopra i Colesei, lArzalpenkopf dei tedeschi. Ci si porta sulla sinistra del largo valico e si lascia a destra il sentiero che scende al rifugio Berti. Si percorre il sentiero lungo la dorsale e, più su, si lascia a destra un secondo sentiero per il Rifugio Berti.Si passa accanto ad una dolina (neve a inizio stagione) all'interno della quale sono stati ricavati ricoveri e gallerie di guerra alcune delle quali traforano per intero la montagna. Si continua la salita tra erba, rocce, ricoveri di guerra, stelle alpine e fischi delle marmotte e si raggiunge la croce in legno. Vastissimo il panorama che oltre alle centinaia di guglie del gruppo del Popera abbraccia una fetta di Alpi Carniche, tra cui la Croda del Longino e le dolci elevazioni erbose al confine con l'Austria. Si torna sul medesimo percorso di salita. E' possibile anche scendere verso il Rifugio Berti e, senza raggiungerlo, deviare sul sentiero che porta all'abbandonato Rifugio Sala prima e, con alcuni saliscendi, al Passo della Biscia poi. Dal Passo della Biscia si può prendere a destra e scendere direttamente al Passo Monte Croce di Comelico oppure a sinistra e riportarci sul sentiero percorso all'andata. oProssimo itinerario giovedì 15 luglio

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