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Lungo i sentieri del Monte Serottini
per ammirare il Mortirolo da oriente

03.11.2016

Lungo i sentieri del Monte Serottini
per ammirare il Mortirolo da oriente

Sulla cresta del Monte Serottini
Sulla cresta del Monte Serottini

A richiesta dei lettori ecco la guida per affrontare il Monte Serottini, gigantesca montagna che, ad Est del Mortirolo, domina la media Valtellina. È la vetta più elevata tra tutte quelle che si stendono tra il Passo del Gavia e il Mortirolo sfiorando di poco la quota 3000. Da Monno si sale al Passo del Mortirolo dove si devia a destra, si supera il cosiddetto Pianaccio e si scende alle Case di Val Bighera dove si parcheggia.

Qui parte un sentiero segnalato che si alza sui prati; ad un bivio si lascia a destra il sentiero che scende in Val Grande e si raggiunge il Lago Seroti Inferiore. Si prosegue a destra del lago, si supera un pendio di frana ed una forra e si arriva alla conca del Laghi Seroti. Si lascia a sinistra il sentiero che sale al Monte Seroti e si raggiunge il Lago Storto. Sin qui eravamo già arrivati con Zaino in spalla 118 (Bresciaoggi del 5 agosto 1999). Inizia qui il tratto più divertente dell’itinerario dove è abbastanza frequente quassù l'incontro con branchi di saltellanti camosci. Nei pressi del suggestivo specchio d'acqua dalle limpidissime acque abbandoniamo il sentiero segnalato che sale a sinistra verso i Dossoni e, senza percorso obbligato, tra fischi delle marmotte e affascinanti panorami verso il gruppo dell'Adamello, costeggiamo la riva nordoccidentale del Lago Storto, un vero e proprio deserto d'alta quota, portandoci verso destra ai piedi della cresta nordest del Monte Serottini. Per canalini, sfasciumi e roccette rossastre si guadagna la cresta dove ci appare, improvviso, il profondo solco della Valtellina, 2000 metri più in basso con il sinuoso scorrere del fiume Adda. Seguiamo a sinistra la bella ed aerea cresta restando sulla sommità o aggirando alcune rocce restando preferibilmente sul versante camuno visto che le meno impegnative roccette del versante valtellinese sono friabili e infide. Man mano che si sale il pendio si fa più ripido e con un ultimo muro si giunge in vetta dove purtroppo sorgono alcuni ripetitori.

Si torna sul medesimo percorso di salita. È anche possibile continuare sulla bella cresta verso ovest. Superata una prima elevazione la cresta piega a sinistra (sudovest) raggiungendo, tra sfasciumi e roccette, la vetta dei Dossoni e il sentiero segnalato che, seguito a sinistra, ci riporta sulla rive del Lago Storto da dove si torna al punto di partenza.

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