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Mucche al pascolo e verdi altipiano
Il volto «naïf» del Corno d’Aquiglio

12.11.2015

Mucche al pascolo e verdi altipiano
Il volto «naïf» del Corno d’Aquiglio

Mucche all'abbeverata
Mucche all'abbeverata

La scorsa settimana eravamo giunti sulla vetta del Corno d'Aquiglio, nel magico mondo del Parco Naturale dei Lessini. Stupendo il panorama con lo sguardo che si spinge sino alla pianura veneta: sotto di noi il profondo solco della Valle dell'Adige dominato dalla imponente catena del Monte Baldo, verso oriente ecco l'ondulato altopiano erboso che si innalza, quasi improvviso, verso le costruzioni dolomitiche del gruppo del Carega. Si torna lungo lo stesso percorso di andata sino a circa quota 1435 dove lasciamo a destra il sentiero utilizzato in salita. Puntiamo ad una visibile chiesetta e ci immettiamo su un trivio di strade sterrate. A sinistra si va a Malga Fanta, a destra a Malga Preta di Sotto. Ci infiliamo sulla strada che prosegue verso Nord mantenendosi sul largo e panoramico crinale ai lati del quale mandrie di grassi e placidi bovini si abberevano nelle numerose pozze d'aqua. A quota 1500 circa, a sinistra, si stacca un sentiero che riporterebbe in località Tommasi e che descriveremo un'altra volta. Ci manteniamo sulla strada sterrata passando accanto alla Cascina Preta di Sopra. Da qui la strada compie un largo giro prima di scendere alla Fontana del Colle. Chi volesse accorciare il percorso e dispone di buone gambe può divertirsi a scendere di corsa lungo i ripidi prati e reimmettersi sulla strada sterrata poco prima del valico. Mantenendosi sulla strada sterrata, dopo la Cascina Preta di Sopra si supera un curvone. Davanti ai nostri occhi il Monte Cornetto sulla cui cima è stato costruito un orrendo ripetitore Telecom (la visione più brutta dell'intero mondo della Lessinia).

Giunti alla Fontana del Colle, un valico a poca distanza dal confine tra Trentino e Veneto, si lascia a sinistra la strada asfaltata che scende a Sega d'Ala, si tiene la destra, si passa al di sotto del Monte Cornetto lasciando ancora a destra una strada sterrata, si passa accanto alle Malghe Prealda Bassa e si entra in una valletta ai piedi del Corno Mozzo. A circa 1370 metri di quota a destra si stacca un evidente sentiero non segnalato. Abbandoniamo la strada e scendiamo brevemente per il sentiero nel bosco che supera il fondo della valle e, a mezzacosta, ci conduce al bivio 1335 con il pannello dove eravamo transitati in salita. A sinistra torniamo al punto di partenza.

Il prossimo itinerario sarà pubblicato il 19 novembre

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