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Parte dal passo Monte Croce la via
per il bunker con vista sulle Dolomiti

16.07.2015

Parte dal passo Monte Croce la via
per il bunker con vista sulle Dolomiti

Panorama da Forcella Popera
Panorama da Forcella Popera

Dolomiti di Sesto: uno dei gruppi dolomitici più famosi e frequentati al confine tra le province di Belluno e di Bolzano. L'itinerario di oggi sale in un selvaggio vallone per il versante atesino raggiungendo la Forcella Popera e salire alla panoramicissima Croce della Croda sopra i Colesei (Arzalpenkopf per i tedeschi) in una zona ricca, oltre che di bellezze naturali, di resti e trinceramenti bellici. Per esplorarli si potrebbero trascorrere lassù intere giornate senza annoiarsi.SI PARTE dal passo Monte Croce di Comelico. Salendo dal versante bellunese 250 metri dopo il valico si trova sulla destra un piccolo parcheggio non a pagamento (negli altri parcheggi le tariffe sono abbastanza esose). Si torna per un tratto verso il passo e si prende a destra una stradina (frecce) che sale entrando nel parco delle Tre Cime. Quasi subito la stradina diventa sentiero nel bosco che, salendo, si fa più rado.Raggiunto un poggio erboso, si sale per un tratto alla destra degli impianti di risalita. Al bivio si lascia a sinistra il sentiero per il Lago dell'Orso e il Rifugio Berti, si passa accanto ad un grosso masso con vie di arrampicata e si incontrano i primi ruderi di guerra. Sopra di noi, tra le cime e le torri rocciose che dominano dall'alto, si individuano numerosi altri resti bellici, soprattutto gallerie. A circa 1900 metri incontriamo un quadrivio: a destra si andrebbe ai Prati di Croda Rossa; a sinistra il sentiero per il Passo della Biscia. Noi andiamo diritti (ometto in pietra) dove il sentiero risale un ripido pendio ghiaioso.Si raggiunge la zona d'un bunker di guerra incassato nella roccia, una formidabile postazione difensiva dalla quale si dominava il passo con la vallata sottostante. A sinistra un sentiero conduce al bunker, in cui però è sconsigliato e pericoloso entrare.Si attraversa un canalone e si continua la faticosa risalita del pendio (a inizio stagione da qui in poi è possibile trovare ancora neve) mentre davanti a noi la maestosa Pala di Popera (Neuner) si staglia contro l'azzurro del cielo. Si passa alla destra di alcune placche rocciose e, facendo attenzione a seguire i bolli rossi, si arrampica su facili roccette per canalini e piccoli salti. Si arriva così, a circa 2230 metri di quota, all'inizio della ferrata.La descrizione continua giovedì 23 luglio.

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