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Petitpierre è il punto di partenza
per il selvaggio Corno d’Aola

09.06.2016

Petitpierre è il punto di partenza
per il selvaggio Corno d’Aola

Sulle creste del Corno d’Aola
Sulle creste del Corno d’Aola

Corno d’Aola, una selvaggia, impervia e poco frequentata montagna sopra Pontedilegno. Anche i testi sacri a volte prendono un abbaglio: i volumi Adamello della Guida ai Monti d’Italia del Cai-Touring assegnano al Corno con un po' di esagerazione la quota di 2716 metri. Più precise la carta IGM e la Carta Tecnica Regionale con la quota 2642 (che prendiamo per buona) e che indica la quota 2497 come «anticima». L’escursione sin lassù, riservata ad alpinisti esperti e con buon senso dell’orientamento, è divertente e conduce nel magico mondo delle aeree creste del gruppo dell’Adamello. Si parte dal rifugio Petitpierre raggiungibile da Pontedilegno con impianti di risalita o in auto su stradina sterrata.

Dal piazzale antistante il rifugio ci si porta sul crinale e si sale in fianco al percorso dell’impianto di risalita raggiungendone la parte più alta, a ridosso della cosiddetta Baita del Pastore. Si prosegue con percorso ondulato, sempre in prossimità della cresta sino ad alcuni ruderi della Grande Guerra e a resti di trincee.

Si piega a destra e si passa su un pendio erboso poco sotto la cresta che conduce ad una delle classiche pietraie del massiccio adamellino. Ci si porta sul lato sinistro della conca, per una traccia di passaggio si sale su erba e massi raggiungendo un’altra pietraia. Si costeggia la base per una traccia erbosa e si continua la risalita su pendio più ripido raggiungendo una bocchetta sulla cresta.

È magico il panorama sull’altro versante, verso i contrafforti della Presanella e del gruppo dell’Ortles Cevedale. Ci si tiene a destra della cresta, si attraversa un colatoio roccioso, si risale dall’altro lato, si rimonta sulla cresta e si aggira a destra l’anticima nord del Corno d’Aola).

Si percorre una cengia rocciosa, si supera l’ennesima pietraia e un canale di sassi sino ad un intaglio; si scende con attenzione per circa 5 metri sull’opposto versante e si risale ad un altro intaglio. Si continua sulla cresta o poco sotto e per alcune rocce fessurate si raggiunge la croce della vetta.

Chi non fosse ancora del tutto stanco può proseguire sulla cresta sino alla vicina e visibile Punta d’Intelvi raggiungibile in 45 minuti superando passaggi di II grado. Si torna sul medesimo percorso di salita.(Prossimo itinerario giovedì 16 giugno)

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