22 marzo 2019

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Zaino in spalla

28.02.2019

Sulla cima del Monte
Forcella batte il
cuore della Val Sarentina

Panorama dal Villanderberg
Panorama dal Villanderberg

Siamo nel cuore dei Monti Sarentini. Riprendiamo la descrizione dell'itinerario della scorsa settimana con il quale eravamo arrivati sulla magica vetta del Monte Villandro, il Villanderberg dei tedeschi. Chi è già stanco può tornare da dove è venuto, ma è consigliabile andare a curiosare anche sulla vicina cima del Monte Forcella Sarentina, la Sarner Scharte. Una montagna che, per la bellezza e per le aspre pareti di roccia rossastra che strapiombano verso occidente, è considerata quasi il simbolo della intera Val Sarentina. Dalla croce della larga cupolona sommitale del Villandeberg proseguiamo all'incirca sulla cresta che declina abbastanza dolcemente alla nostra sinistra mentre a destra si aprono profondi e dirupati pendii che vanno a perdersi nei boschi della Valdurna. Con una serie di saliscendi arriviamo a quota 2400 circa dove riprendiamo a salire sino alla croce della Sarner Scharte. Magico anche qui il panorama dove lo sguardo riconosce tra le tante vette le Dolomiti di Brenta, le Dolomiti Fassane, il sottostante paese di Sarentino, la Valle dell'Adige. Scendiamo con cautela ad una sottostante selletta oltre la quale si vede il piccolo Bivacco Forcella Sarentina che, in caso di necessità, può costituire un utile ricovero di emergenza. Dalla selletta scendiamo, sempre con cautela, per una rampa nevosa sull'altopiano del Plattenalm; puntare inizialmente per un breve tratto verso Sudest e poi più decisamente a Est raggiungendo la Schonlandalm al centro dell'altopiano e dominata dalle creste del Zwolfernock. Si scende per un tratto verso Sud e poi si piega nuovamente ad Est (sinistra) per portarsi sulla dorsale a valle del Ritten Bildstock da dove, lungo un tratto pressochè pianeggiante arriviamo alla Gasteiger Sattel tra la Kleine Froja e il Settelberg. In italiano è la Sella dei Sentieri: è un crocevia di percorsi ed è frequentatissima anche in inverno. Lasciamo a destra le tracce che salgono al Corno di Renon ed iniziamo a scendere sulla traccia di una stradina che compie alcuni tornanti (possibili scorciatoie). Un tratto semipianeggiante e si arriva sopra la malga Maunger Rast. Si continua sulla traccia della stradina sempre semipianeggiante e ci si ritrova alla Moar in Plan. Da qui, lungo lo stesso percorso dell'andata si torna al parcheggio della Gasserhutte. •

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