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24 ottobre 2017

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Terrazze e pareti verticali da brivido
Cima Avez è a un passo dal cielo

14.01.2016

Terrazze e pareti verticali da brivido
Cima Avez è a un passo dal cielo

Salita ai Fienili
Salita ai Fienili

Prati del Monte: una delle «terrazze» modellate in antiche ere geologiche che dalla sommità di Cima Avez si alternano ad aspri appicchi dirupati sopra il profondo solco di Val Lorina e Val d’Ampola. Morbidi pendii prativi intervallati da boschetti e fienili sono le caratteristiche dell’altopiano. D’inverno è davvero piacevole, facile e tranquillo andarsene a vagabondare con le ciaspole ai piedi. Luogo adatto ai neofiti per prendere confidenza con le ciaspole. Il percorso di oggi non è l’unico possibile. È uno dei tanti; ciascuno può disegnare a piacere il suo vagabondaggio; l’altopiano non pretende percorso obbligati.

Sulla strada che sale dalla Val d’Ampola a Tremalzo si arriva alla curva di quota 1213 dove si parcheggia. A destra una freccia per i Prati del Monte indica una stradina che scende; il primo tratto è generalmente tenuto sgombro dalla neve. Si scende al ponticello sul Rio Neco, il torrente che, prima di gettarsi nel Palvico, più a valle, forma in inverno rigogliose cascate di ghiaccio, paradiso degli appassionati delle salite con piccozze e ramponi.

Valicato il Neco si prosegue sulla traccia della stradina raggiungendo i fienili di quota 1157 prima e 1187 poi, tutti dominati da Cima Avez che svetta contro il cielo mentre davanti ai nostri occhi ammiriamo lo Stigolo, la catena di Cima Borei, il Cadria, il mestoso Carè Alto. Si segue ancora la traccia della stradina sino al successivo fienile non quotato su Igm. Qui la stradina piega a sinistra. La si abbandona e si risale l’aperto pendio e il successivo bosco sino ad un cocuzzolo 1240m circa (non riportato su Igm). Sotto di noi si apre la profonda forra della Val d’Ampola. Cima Spessa e Cima Corda da qui sono talmente vicine che sembra di toccarle. Senza percorso obbligato si percorre verso sinistra il boscoso crinale; ci si sposta verso i prati per evitare i tratti dove la vegetazione è abbastanza fitta; si ritorna sul crinale per raggiungere la quota 1295 anch’essa a picco sulla Val d’Ampola e punto più elevato dell’itinerario. Si segue ancora per un tratto il crinale e, dove la vegetazione si dirada, si scende a sinistra in direzione nordest. Si passa accanto ad un capanno di caccia e si torna sulla traccia della stradina dell’andata. La si segue a destra, si supera il ponticello sul torrente Neco fino al punto di partenza.

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