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Tour alla scoperta del Monte Pizzul
tra la Val Seriana e la Val di Scalve

30.07.2015

Tour alla scoperta del Monte Pizzul
tra la Val Seriana e la Val di Scalve

Recastello dal Monte Pizzul
Recastello dal Monte Pizzul

Una breve e facile escursione tra la Val Seriana e la Val di Scalve porta sulla cima di due vette panoramiche, il Monte Pizzul e la quota 2120, montagna senza nome che può essere considerata il vero Monte Pizzul. Una visita alle creste poste sullo spartiacque tra il bacino del Serio e il bacino dell'Oglio.Risalita la Val Seriana e giunti a Lizzola si parcheggia nell'ampio piazzale all'arrivo della pista sciistica per bambini. Alla destra del parcheggio, nei pressi d'una panchina, si trovano le frecce con le segnalazioni per il Passo della Manina. Si sale nel bosco e, usciti dalla vegetazione si passa alla destra della Baita dell'Asta Bassa. Si risale il vallone, si accosta a sinistra e si raggiunge una dorsale di rado bosco. Sopra di noi si vede contro il cielo la sagoma della chiesetta che sovrasta il Passo della Manina Occidentale. Si raggiunge così il valico: davanti a noi scende l'ampio vallone verso il paese di Nona; poco sopra sorge la chiesetta che vale la pena di andare a vedere da vicino.Già dal passo il panorama è affascinante con i 3000 delle Orobie, il Pizzo del Diavolo di Tenda, il Recastello. Qui lasciamo a destra il sentiero che prosegue a mezzacosta verso l'Asta Alta (è l'Alta Via delle Orobie diretta al Rifugio Albani) e risaliamo subito, la costola nord-nordest del Monte Pizzul, per una traccia di sentiero cercando di evitare i tratti dove la vegetazione è più fitta. Ad inizio stagione, in caso di presenza di residui delle nevicate, la salita può presentare qualche difficoltà in più.Panoramica la vetta che, oltre alle montagne già citate ci offre la vista del Monte Gleno, del Pizzo Tre Confini, del Carè Alto, del Pizzo Tornello, del sottogruppo del Tredenus; poi il Cornone di Blumone, il dolomitico Pizzo Camino, le vette del Massiccio delle Tre Valli Bresciane, la Presolana, i vicini Monte Sasna, Monte Barbarossa e Sponda Vaga. I più considerano chiusa qui l'escursione. Chi non è stanco può proseguire lungo la cresta che, oltre il Monte Pizzul, diventa più  impegnativa. Una cresta da affrontare con particolare attenzione a inizio stagione quando  ci possono ancora dei residui di neve. Si scende, superando alcune roccette, alla sella di quota 2035m e si risale la cresta in direzione sud sino alla sommità della quota 2120 (che alcune carte quotano 2119).Si torna per il medesimo itinerario di salita.o

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