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Un itinerario fra mare e monti svela
la verde anima delle Alpi Apuane

18.08.2016

Un itinerario fra mare e monti svela
la verde anima delle Alpi Apuane

Monte Sagro dalla Foce di Giove
Monte Sagro dalla Foce di Giove

Una escursione per non litigare in famiglia tra chi vuol fare le ferie al mare e chi vuole trascorrerle in montagna. Una piacevole camminata a pochi passi dalle coste del Tirreno ci permette di entrare nel cuore del mondo delle Alpi Apuane. Base di partenza il rifugio Donegani che si raggiunge in auto dalla strada della Lunigiana passando per Minucciano. Sul percorso non si troverà acqua per cui è bene esserne riforniti a sufficienza. Dal rifugio in poi la strada asfaltata è chiusa al traffico e vi passano i rombanti camion carichi di marmo provenienti dalle cave delle Apuane. C’è chi viene da queste parte solo per vedere le cave che, per quanto maestose, non sono certo la parte più bella del percorso. Ma ognuno ha i propri gusti. Subito di fronte al rifugio (frecce) si prende una ripida scorciatoia con alcune roccette che evita un primo tratto di strada che ritroviamo poco più su. Si segue a sinistra la strada dominata dalle puntute forme delle aspre creste che si stendono tra Foce di Giovo e Monte Pisanino. Alla prima cava si abbandona la strada per salire a destra (frecce) per un sentiero che supera una cava e continua sul selvaggio versante est del Pizzo d’Uccello. Un cavo metallico (utile soprattutto in caso di neve o ghiaccio) corre per un breve tratto ripido. Si entra poi in un boschetto di giovani faggi al di sopra delle cave le cui ferite inferte alla montagna si stendono ai nostri piedi. Un caratteristico dente di roccia giallastro ci guarda dall’alto. Si raggiunge un bivio e si lascia a destra il sentiero che sale direttamente al Giovetto. Si esce dal primo boschetto, si prosegue tra pietre e rocce, si entra in un altro boschetto e ci si immette su un più marcato sentiero che sale dalle cave. Si prosegue a destra si sale nel bosco uscendo nei prati poco al di sotto della Foce di Giovo. Dalla larga sella si ammirano la cresta del Garnerone, il Monte Pisanino, il Pizzo d’Uccello, l’ondulata distesa della Lunigiana e dei suoi paesini, il Monte Sagro, le case di Vinca e, in fondo una strana luce: è l’azzurro del mar Tirreno. Si può tornare dal medesimo sentiero di salita o - come illustreremo nel prossimo itinerario - proseguire lungo la cresta verso il Pisanino o, ancora, passare sotto il Pizzo d’Uccello e rientrare al rifugio Donegani passando per la Foce di Siggioli.

Il prossimo itinerario sarà pubblicato il 25 agosto

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