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17 novembre 2018

Aree Tematiche

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Zaino in spalla

10.08.2018

Un panorama mozzafiato
è il premio per chi
«espugna» il Forte Mero

I ruderi del Forte Zaccarana
I ruderi del Forte Zaccarana

La scorsa settimana abbiamo raggiunto, partendo dall'ex ospizio San Bartolomeo del Tonale, il forte Saccarana, o Zacarana, come è indicato nella segnaletica in loco. Dopo aver girovagato tra i ruderi di quel formidabile baluardo e dopo il meritato riposo sulla panchine posizionate davanti al vecchio e inagibile ingresso del forte, riprendiamo il cammino. Percorriamo una stradina erbosa che scende alla destra del forte. Quasi subito incontriamo un bivio dove lasciamo a sinistra il sentiero che porta alla Città Morta (frecce), un grosso ex-villaggio militare austriaco ricco di ruderi di guerra. Proseguiamo la discesa sulla stradina circondata dal fresco bosco e, più sotto, nei pressi di un tornante destrorso, un sentiero a sinistra permetterebbe di raggiungere una vicina sorgente (freccia). Ci manteniamo sulla stradina, una vecchia carrettabile militare con scarsa pendenza che scende con lunghi e lenti tornanti. Ci sono possibili scorciatoie nel bosco tra i profumi delle resine e l'odore dei funghi. Si raggiunge la diroccata caserma di Strino e, appena sotto, un altro bivio a circa quota 1835: a sinistra si va al Forte Strino mentre a destra le frecce indicano il Forte Mero. Noi seguiamo queste indicazioni e, lungo la semipianeggiante stradina, in pochi minuti raggiungiamo il Forte Mero, più piccolo del Forte Saccarana, adagiato in radura erbosa con tavoli e panchine e circondata dai boschi. Anche qui si gode un magico panorama verso il versante settentrionale della Presanella e, sopra i ruderi del vecchio forte, si può salire ad un osservatorio dove sono indicati tutti i nomi delle montagne, dal Pizzo del Montanel al Castellaccio. Costruito tra il 1911 e il 1913 in previsione della guerra con il Regno d'Italia e come collegamento tra il Forte Saccarana e il Forte Presanella il suo destino non fu fortunato perchè le artiglierie italiane lo bombardarono e semidistrussero già nel 1916 e non fu più usato come forte ma trasformato in ospedale da campo. Tornati sulla stradina che un tempo era la vecchia strada che dalla Val di Sole saliva al Passo del Tonale, riprendiamo il nostro vagabondaggio. Lasciamo a destra ed a sinistra alcune stradine secondarie, passiamo accanto ad un fienile e torniamo sulla stradina sterrata dove, a sinistra, in pochi minuti, ci si ritrova all'ex-ospizio San Bartolomeo. •

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